La biodinamica chiede Respekt! e in Austria non è difficile ottenerlo. Tecnologia e biodinamica al top

di Andrea Gori


Tra i seminari di VieVinum 2012, quello dell’associazione biodinamica Respekt! è stato letteralmente preso d’assalto, al punto che chi arrivava tardi, benché prenotato, rischiava ugualmente di perdere il tavolo. Segno che anche da queste parti l’argomento è caldo e maturo per il grande pubblico. E lo è ancora di più in un paese vinicolo come l’Austria, che sta puntanto tutto sul bioqualchecosa, sul particolare, sul piccolo, sull’artigianale, per differenziarsi dagli altri produttori di vino “minori” al mondo.

Gioca in un campionato a parte rispetto ad Australia, Francia, Italia e Stati Uniti, ma lo sa benissimo e sfrutta le proprie doti di compattezza anche in questo campo. Se il 75% di agricoltura integrata vuole dire poco, il 20% delle coltivazioni biologiche su scala nazionale è un numero piuttosto roboante, e di questo almeno la metà è biodinamica o simile (non chiedeteci dettagli, pliz, circa le varie sette implicate). I produttori che fanno parte di Respekt! sono 15 e quella a VieVinum è stata la loro prima apparizione in pubblico tutti insieme.

Ci tenevano particolarmente a raccontare l’epifania della biodinamica nella loro vita: storie ricche di fascino, ma tutte piuttosto simili tra loro, pure nel solito blabla della vita che rinasce, l’armonia della natura e cose simili. Di certo paiono tutti molto convinti di una cosa: a parità di terroir e precondizioni, solo la biodinamica può farti fare un vero salto di qualità anche se solo DOPO che è stata messa a punto la cantina e provata ogni tecnica enologica moderna.

Ecco i notevoli assaggi, tra i quali figurano nomi noti anche dalle nostre parti, e belle scoperte. (Piccola legenda: DAC sta per DOC, circa, e fassprobe è prova di botte, alte reben è vigne vecchie).

Bernhard Ott Engabrunner Stein 2010 Wagram DAC
Uno dei 100 “lage” grand cru di Austria, un gruner veltliner piuttosto paradigmatico e imponente senza essere massiccio, che non sembra così banale da ottenere, purtroppo. La biodinamica aiuta l’equilibrio e la misura, i profumi di ghiaia e agrumi sono intensi e penetranti, la struttura imponente ma il vino resta fresco, sapido in bocca, con finale stupendo che torna al floreale. 95

Karl Fritsch Schlossberg  Gruner Veltliner 2010 Wagram DAC
Karl ha rilevato l’azienda nel 1999 dai genitori, e da allora si è buttato subito sulla biodinamica. Innovativo e sperimentatore, da sempre una delle stelle del Wagram, grande tecnologia e coscienza ambientale di pari passo nei 62 ettari di vigneto, pochi vini, tutti eccezionali. Lo Schlossnberg (uno dei cru del Gruner in Austria) sa di sale, iodio, ha un floreale ampio e solare, note di pepe nero, in bocca evoca fragola e cappero, e ha un finale di pompelmo dove  la sapidità emerge forte. 94

Wieninger Nussberg 2010 Gemischter Satz Wien DAC
Il più grande produttore di Vienna, già recensito su Intravino, presenta qui il suo vino simbolo, importante anche per capire che da un vino da osteria si possa ottenere un grande vino moderno, sfaccettato e complesso, con la pratica biodinamica. Citrino e floreale, camomilla, succo di alchechengi, bocca profonda terrosa e di ampio respiro. 93

Fred Loimer Seeberg Erste Lage Reserve Riesling 2009  Kamptal DAC
Cantina tra le più in vista della “nuova” Austria, biodinamica dal 2006 perché “unico modo rimasto per aumentare la qualità”; albicocca e pomodoro, zafferano e miele, bocca ricca quasi opulenta, molto Mosel. 93

HirschZoebinger Gaisberg Riesling Kamptal DAC 2009
Johannes Hirsch costruisce vini dalla fine degli anni ’90 focalizzandosi solo su Gruner e Riesling con tre cru sopraffini come Lamm, Heiligenstein e questo Gaisberg, prodigio ricco di zafferano, pepe bianco e rabarbaro, bocca sapida e citrina, talco, finale di spessore e succulenta; grande carattere ricco e avvolgente. 94

Gsellmann Hans & Andreas Traminer fassprobe Burgenland DAC 2011
Azienda dove lavorano insieme il padre Hans e il figlio Andreas con anche grandissimi Pinot Nero, la passione di Andreas appunto. Questro Traminer è grandioso, comunque con note imberbi di rosa e zenzero, piccante e secco, pompelmo in succo e un finale mielato. 85+

Judith Beck St. Laurent Schafleiten Burgenland DAC 2009
Azienda con sede sulle pendici meridionali del Wagram nella regione di Gols, unica donna nell’associazione Pannobile, tutta votata al rosso. Classiche note del vitigno di burro e mora, poi pepe nero e gomma, bocca di corpo e tannino vitale di discreta energia. 84

Pittnauer St. Laurent Alte Reben Pannoble Neusiedlersee DAC 2009
Azienda con vigneti sulla sponda orientale del lago Neusieler, considerato uno specialista appunto del Sankt Laurent ma anche Pinot Nero, fa parte dell’associazione Pannoble dal 1998 e passano alla biodinamica dal 2006, belle le etichette artistiche dei vini. Si stacca dal cliché dei St. Laurent più banali con note ficcanti di cuoio e liquirizia, mora, tabacco; la bocca ricca ma non incalzante, sapido e saporito. 84

Praisinger Claus Pinot Noir Neusiedlersee DAC 2009
Ricco, appena burroso ma bel fruttato di bosco, bergamotto ed erbe aromatiche, bocca dal bel tannino, piccante e persistente. 90

Manincor Cassiano 2009 Sud Tirol
400 anni di storia per quest cantina e ben 20 di biodinamica: vino molto particolare, fatto da ben cinque vitigni tra cui anche tempranillo e zinfandel, cabernet, e in effetti dominano la frutta nera e il pepe al naso, con aggiunta di uno speziato fine, tabacco e cannella; la bocca è dinamica e invitante dove sale e territorio emergono bene; tannino dal grip ben presente. 88

Nittnaus Anita & Hans Pannoble Rot Zweigelt e Blaufrankisch Burgenland DAC 2009
Sul bordo del lago Neusiedl, epicentro di rossi e vini dolci, biodinamici dal 2007. Speziatura tra balsamico e piccante, lattuga e cipria, bocca esile ma che continua il gioco originale dei sentori. 85

Pincesezt Kirchholz Blaufrankisch 2009 Ungheria Transdanubien Villány-Siklós
Da 6 vigneti diversi di Blaufrankisch in questa zona confinante tra Austria e Ungheria: argilla, ardesia, scisto e limo; la biodinamica come unico modo per far espriremere qualità a questi suoli, vigneti con più di 80 anni di età. Profumi di mora e fragola in confettura, pepe e tabacco, bocca fresca ma un poco scomposta. 81

Paul Achs Blaufrankisch 2009 Ungerberg Burgenland DAC
Dopo un’esperienza in California, Paul Achs torna alla cantina di famiglia nel 1990 a Gols, molto vicina al confine ungherese, una zona dove il 90% del vigneto è rosso e il Pinot Nero è presente da 600 anni. Profumo di vispa liquirizia, cocco e cannella, coccoina e ribes rosso; bocca fresca sapida e profonda, bel sottobosco ampio e sfaccettato, gran finale e ritmo trascinante. 91

Heinrich Gernot & Heike Blaufrankisch Alter Berg  (Fassprobe) Burgenland DAC 2011
Tra i migliori Blaufrankisch assaggiati a Vienna, sa essere affumicato e scuro di mirtillo e more, confettura di ribes, mandorla e ribes rosso, frutto che domina anche la bocca dalla grande struttura e tannini molto naturali e fitti. 88

Feiler-Artinger Gelber Muscateller Ausbruch (Fassprobe – prova di botte) Burgenland DAC 2011
Vini sui quali la biodinamica influisce, donando misura e grazia, anche se la frutta è ovviamente intensa e carnosa ma rimane quasi sospesa; in bocca la dolcezza è estrema e quasi anestetizzante, ma esce bene il territorio e il minerale, con acidità impressionante che anima sensazioni di polvere da sparo, miele non raffinato, rosa canina, mandarino. 94

Respekt! è un’associazione di produttori biodinamici austriaci ma non solo. Si rifanno a pochi principi base ovvero qualità intesa non solo come vino e terreno, ma anche come modalità di gestione aziendale, dipendenti, fornitori e filiera in genere: “se le persone sono felici rendono il vino felice e felici chi lo compra“. Altro concetto fondante è l’importanza dello studio della pratica agricola continuo, per capire la natura e i suoi sistemi, realizzare suoli vitali, curare la biodiversità al fine di raggiungere l’individualità nell’espressione dei vini; ciò è possibile se la vigna è in uno stato naturale, ovvero capace di sostenersi da sé interagendo con un microambiente sano e vitale. Dal punto di vista sensoriale, i vini devono essere unici e “vibranti”, complessi ma senza esagerare in alcol, bilanciati e longevi.

Dagli assaggi compiuti, i vini sono in effetti una spanna sopra l’80% dei prodotti assaggiati alla fiera, già di per sé abbastanza alta come qualità media. Come sempre ci si domanda se sia davvero la biodinamica a fare il miracolo. Siamo convinti che il grande territorio e la grande attenzione per la natura, e soprattutto per i consumatori in termini di chiarezza e rispetto per le loro aspettative, metta questi produttori in una situazione favorevole per ottenere questi risultati. Sono vini puliti, impeccabili, tridimensionali e veraci con una bevibilità straordinaria anche quando alcol e zucchero sembrano andare fuori scala.

Certo sono quindici aziende top, e tra le migliori d’Austria (con prezzi adeguati), ed è un po’ come fare una degustazione in Francia usando Dagueneau e Romanèe Conti, ma direi che i produttori di Respekt! possono essere un ottimo punto di partenza per una esplorazione dell’Austria vitinicola in genere, in quanto comprendono tutte le maggiori DAC e i principali vitigni. Solo, non abituatevi male.

I produttori Respekt! sono: Paul Achs, Judith Beck, Kurt Feiler, Karl Fritsch, Michael Goёss -Enzenberg, Hans Gsellmann, Gernot Heinrich, Hannes Hirsch, Fred Loimer, Hans und Anita Nittnaus, Bernhard Ott, Gerhard Pittnauer, Claus Preisinger, Franz Weninger and Fritz Wieninger. Buona ricerca.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

16 Commenti

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 7 anni fa - Link

Se c'è una cosa che non è rispettosa della terra quella è proprio l'aratura. Che poi venga fatta col cavallo o col trattore è solo questione di immagine.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

e come andrebbe fatta? massaggiando le zolle a mano? Pure Steiner l'aratura l'ammetteva, no?

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GiacomoPevere

circa 7 anni fa - Link

Non sai che il nuovo trend dopo "fare il vino come si faceva 2000 anni fà" è diventato "fare come si faceva 12000 anni fà" quando l'uomo ancora viveva di raccolta. :D :D :D

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

;-)

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 7 anni fa - Link

@Gori Steiner di agricoltura ne sapeva molto molto poco. Lo evidenzia la palese contraddizione nel voler rivitalizzare il suolo col preparato 500 pur ammettendo l'aratura, che lo rende sterile: due pratiche diametralmente opposte. Ergo, lasciate l'agricoltura agli agricoltori ed occupatevi del vino. La microfauna del suolo ve ne sarà infinitamente grata. con stima

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Andrea Pagliantini

circa 7 anni fa - Link

Ottimo per la bisogna il mulo amiatino che mangia e caca a dismisura.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

un commento davvero utile, grazie

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Andrea Pagliantini

circa 7 anni fa - Link

Prego Andrea, quando servono sono sempre disponibili.

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Sir Panzy

circa 7 anni fa - Link

Come sono messi con Demeter? Si fanno certificare?

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

qualcuno sì, qualcuno no, mi pare siano poco dogmatici al riguardo...poi volendo essere polemici, l'unico sfacciatamente marchiato Demeter presente era Nicholaihof (che non fa però parte di Respekt!) e non era assolutamente a questi livelli... Del resto Demeter certifica tutto ma non la qualità in sè!

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Francesco Annibali

circa 7 anni fa - Link

Burde esiste un sito di questa associazione?

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Burde

circa 7 anni fa - Link

Non credo esista un sito...eppure l'ho cercato una buona mezz'ora!

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Francesco di Carlo

circa 7 anni fa - Link

scusate una domanda : i vini vi sarebbero piacuti cosi tanto anche senza il "marchio" respect? Francesco

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Simone e Zeta

circa 7 anni fa - Link

Assolutamente no, i vini naturali sono più buoni a prescindere. Non dirmi che non lo sapevi ;-)

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

Diciamo che rispetto appunto ad un "Demeter" che certifica solo alcune pratiche, qui il marchio è stato creato da 15 viticoltori accumunati prima dall'eccellenza e poi dalla biodinamica. Forse operazione commerciale più che filosofica ma sbalorditiva per la qualità media in campo. Un po' come succederebbe se si assaggiassero uno di fila all'altro i 15 vini più famosi a Villa Favorita o a Cerea

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Simone e Zeta

circa 7 anni fa - Link

Cioè il modo giusto di fare le cose.

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