Il Nero a Montalcino: come ti declasso con stile il Brunello


Madonna NeraDomenica scorsa su Il Giornale Paolo Marchi firmava un articolo bello e commovente sull’amore per Montalcino e la Toscana, osannando un vino bevuto da tutti i big del mondo al G8:  Madonna Nera, “affascinante” supertuscan di sangiovese, merlot e cabernet.

Se volete credere alla favole, quello è un misterioso e buonissimo supertuscan made in Montalcino per mano di un grande winemaker. Oppure, se volete la verità, a noi pare un modo parecchio cool di declassare un po’ di Brunello taroccato.

Ci è anche capitato di degustarlo, nemmeno tre mesi fa, e sapendo pure con buona certezza  da quale azienda “misteriosa” provenga ci stupiamo che il vino arrivi a malapena a 76 punti.

Molto meglio allora il BelNero di Banfi [83], altra etichetta comparsa in tempi più che sospetti, che si lascia bere con certa soddisfazione, anche se disturba che il vino venga presentato come “espressione del forte ed indissolubile legame dell’azienda con il terroir del Brunello”.

Insomma piano piano il mercato si sta riempiendo dei famosi Brunello declassati a IGT. Voi quanti ne avete assaggiati? E se foste un produttore ilcinese, come vendereste le casse di vino che non potete più etichettare come Brunello di  Montalcino?

[Sui supertuscan ilcinesi al G8 anche Repubblica, su questo PDF]





29 commenti a “Il Nero a Montalcino: come ti declasso con stile il Brunello”

  1. giulio giulio commenta:

    Ma il nome è praticamente una bestemmia…

  2. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    Tra l’altro il mercato degli IGT Ilcinesi è piuttosto inchiodato, auguri!!
    Bravo Andrea, cogli un nodo fondamentale di quella linea di confine, più volte superata tra DOCG e IGT. Non c’è niente di male a voler proporre un blend proveniente dal territorio di Montalcino; chi siamo noi per andare dai produttori e dire loro di non coltivare Cabernet o Merlot.
    Tuttavia abbiamo il sacro diritto di andare fin sopra il castello e urlare a scuarciagola:
    FATELI BUONI STI C…O DI IGT!!!!!!

    PS: Tra l’altro il mercato degli IGT Ilcinesi è piuttosto inchiodato, auguri!!

  3. Luciano Luciano commenta:

    Ciao Andrea,
    dall’ultima frase dell’articolo sembra che questo problema sia molto diffuso fra i produttori di brunello, ma non è così.
    E’ un discorso che riguarda poche aziende, vero è che avranno anche tanto vino, ma sono comunque di numero sono poche rispetto alle oltre 200 cantine presenti.
    Queste in alcuni casi sono multinazionali e non ti preoccupare che un sistema per venderlo lo trovano, come vedi i mezzi per promuoverlo non li mancano.

    Ti giro la domanda, lo comprerai? se si, come pensi di proporlo ai clienti?

    @Giulio, sembra anche a me una bestemmia, ma ti posso confermare che esiste un qualcosa, adesso non ricordo bene se podere o chiesetta o altro, che si chiama così

    Luciano

  4. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Non capisco se questi igt sarebbero i Brunello “taroccati” tout court, o se vista la situazione sono vini rielaborati a partire da quei Brunello.
    Perchè la domanda sorge spontanea e qualunquista: quale punteggio avrebbero spuntato chiamandosi Brunello?
    Certo che nella scheda del BelNero, alla voce uve impiegate, leggere “forte predominanza del sangiovese”, non depone per qualcosa di pensato, frutto di un progetto.

  5. Andrea Gori commenta:

    @luciano: è vero i produttori coinvolti sono meno delle dita di una mano, non volevo fare di tutta l’erba un fascio, però come al solito saranno anche poche aziende, ma sono sempre MILIONI di bottiglie, giusto?

    @fabrizio: questo non è dato saperlo, se fossero i brunello taroccati tout court sarebbe clamoroso perchè assaggiandoli il sangiovese ilcinese è quasi irriconoscibile. Opto quindi per il fatto che siano a prevalenza sangiovese (ovvero tra il 60 e il 70%) e il resto cab e merlot e forse syrah.

  6. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    Cmq resta la curiosità di capire se questi vini (ovviamente nati da declassamento) arriveranno sulle nostre tavole.
    Come proporli? Io direi perche proporli!
    Il “dovere” di un sommelier in questo momento è ridare lustro a Montalcino attraverso vini buoni e territoriali, rispettosi del disciplinare e soprattutto del Cliente.

  7. Franco Ziliani commenta:

    se quell’articolo citato é “bello e commovente”, allora io sono gay, juventino, comunista e mi piacciono i Brunello taroccati…
    per me é un simpatico esempio di politically correct modern italian journalism, se poi qualcuno riesce a commuoversi leggendolo…

    • Andrea Gori risponde:

      ok diciamo “bello e commovente” nelle intenzioni, ok?

      • Franco Ziliani risponde:

        il “prezzemolino”, evidentemente non conoscendo il detto veneto “peggio el tacon del buso”, e non conoscendo, a differenza del sottoscritto, l’autore dell’articolo, reitera. Dimentico anche del detto latino per cui “errare humanum est sed perseverare diabolicum”, parla di “intenzioni” di scrivere qualcosa di “bello e commovente”. Peccato che la sfera del “commovente” non appartenga alla personalità dell’articolista e che trattavasi invece, come ho già scritto, di politically correct modern Italian journalism example…
        @ Francesco Fabbretti, viste le cose intelligenti che scrivi ti perdono anche se sei “gobbo”. Ma del resto ultimamente vado molto più d’accordo con gente di sinistra, che con allineati e furbetti del centro destra o presunto tale…

        • Massimo Bernardi Massimo Bernardi risponde:

          Franco, come già per Dissapore, teniamo molto alla discussione generata dai commenti di Intravino. Non seguiamo i troll, controlliamo i commenti idioti e quelli troppo auto-celebrativi. Tutte cose che non hanno niente a che fare con te. Però alla lunga, annoiano anche le critiche preventive agli autori dei post.

          • Franco Ziliani risponde:

            benissimo Massimo, te lo sei scelto tu come autore quel personaggio. Te lo lascio tutto ed eviterò di commentare ulteriormente quello che scrive. In effetti meglio ignorarle certe uscite..

      • Simone e Zeta Simone e Zeta risponde:

        Comunque riconosco al Gori l’onesta intellettuale di presentare il punteggiio del Madonna Nera, inoltre è giusto segnalare come ha fatto, che se un consumatore preferisce quel tipo di vino, compri quello di Banfi spendendo molto meno.

      • Franco Ziliani risponde:

        Simone e Zeta, “onestà intellettuale” nel presentare il punteggio del vino? Suvvia, non diciamo bischerate, onestà intellettuale, almeno secondo me, sarebbe stata ignorare quel vino, e tantomeno proporre come alternativa quella roba di quella azienda, che il vostro amico ha proposto… E poi, il 7 di agosto state ancora lì a dare i numeri sui vini, 73 o 81, su quale ruota si può giocarli ’sti numeretti, su quella di Montalcino?

  8. 1: non credo che qualcuno si prenderà la briga di propormi a negozio il “belnero” o bestemmie simili perchè a Roma si ha il Vaf….ulo facile, e il mio è ancora più facile della norma.

    2: ignorando che quelle aziende sarebbero probabilmente finite alla berlina è dal 1997 che l’enoteca ha smesso di acquistare prodotti di montalcino da aziende come Banfi, Antinori, Casanova dei Neri, Argiano e Frescobaldi (Argiano, a dire il vero, non l’abbiamo mai comprato nemmeno prima) ritenendoli prodotti poco “specifici”(non eravamo dei veggenti, semplicemente trovavamo i prodotti di non altissimo interesse)

    3: Ancora Sangiovese e internazionali??? Concordo con Simone e Zeta: che se ne fanno? Ce ne sono fin troppi di questi blend e si assomigliano in modo vergognoso.

    4: Leggendo sul numero di Marzo di Wine Spectator le scuse del direttore (che da buon paravento fiuta il cambio di richiesta dei mercati) per aver esagerato nella proposizione e esaltazione di vini “concentrati” pensavo tra me e me “adesso è il momento della riscossa!!”. Tolto il Pinot Nero non ci sono vini più vibranti al palato del sangiovese e del nebbiolo, se ci si unisce la prospettiva (subito tradita) dell’Etna Rosso abbiamo le carte in regola per DOMINARE i mercati per i prossimi 50 anni…. purtroppo dimenticavo che viviamo in italia e per capire il vino che vorremmo guardiamo a quello che fino a ieri abbiamo voluto…

    P.S.

    @ Franco: io sarei juventino….. me lo perdonerà?

    • VignereiMaNonPosso VignereiMaNonPosso risponde:

      suvvia franco, secondo me c’era qualcosa di ironico nel bello e commovente scritto dal gori.
      Ignorare bottiglie in commercio? E perché? Se un compito ha il giornalista – anche se si occupa di vini e non di Medioriente – è di parlarene comunque, capire e far capire, non certo di far silenzio

  9. Andrea Gori commenta:

    da sommelier vi dico che la gente è curiosa di sapere quali bottiglie sono brunello declassato e quali no. In carta non ho il madonna nera e ho un pò di BelNero che Banfi mi ha omaggiato (6 bottiglie, non pensiate a quali montagne di casse) e i clienti lo assaggiano con attenzione, specie se servito accanto ad un Brunello “vero”.
    Diciamo che i consumatori vogliono capire e questo è già un bel segno

  10. roberto gatti roberto gatti commenta:

    ” Ci è anche capitato di degustarlo, nemmeno tre mesi fa, e sapendo pure con buona certezza da quale azienda “misteriosa” provenga ci stupiamo che il vino arrivi a malapena a 76 punti.”

    Mi meraviglio del fatto che, in un contesto cosi’ prestigioso ed importante, sia stato servito un vino che ” arriva a malapena a 76/100 “. A mio avviso un tale vino è cosi’ classificato :

    0-60 scadente o difettoso
    61-70 passabile o corretto
    71-75 medio e senza pretese
    76-80 piacevole o franco ( appena sufficiente )
    81-85 buono
    86-90 molto buono/ ottimo
    91-95 eccellente
    96-100 Top Wine

    Curiosità personale :
    chi era presente alla degustazione dei 76/100 ?? Perchè i casi sono due :
    chi ha proposto i vini al G8 è stato un c@@@@@@ne, nel sceglierlo ;
    oppure
    chi ha degustato quel vino 3 mesi fa, era ” briaco ”
    Ciao

    • Andrea Gori risponde:

      se al g8 se avessero davvero bevuto tutti i vini di cui abbiamo letto in questi mesi sarebbero stati ubriachi dalla mattina alla sera per cui non so come si inseriva questo vino nelle liste del Gambero e simili…
      76/100 è il mio personalissimo voto attribuito confrontandomi con due colleghi e amici stimati quindi lo posso confermare così come posso confermare che è un vino piacevole ma nulla più. Ma non escludo che possa piacere e anche tanto a qualche palato meno esperto.

  11. @Andrea

    ho avuto modo di visionare qualche tuo filmato di presentazione dei vino e anche di vedere il pilota di Rosso e Nero, mi sembri una persona professionale e proprio per questo motivo ti chiedo: ma davvero credi che un vino che esce di cantina a 11 euro e a cui attribuisci un punteggio di 76 meriti di essere menzionato se non per parlare male? Lasciamo per un attimo da parte la querelle su montalcino e ragionamo sul rapporto prezzo qualità: come ti sentiresti se non fossi un conoscitore di vini e ti rifilassero a 14/15 euro in enoteca un vino da 76 punti? Detto questo non ho idea dei ricarichi e degli standard qualitativi fuori Roma centro, ma ti posso garantire che un negoziante che applicasse tale politica in quella zona non durerebbe più di 2/3 mesi

    • Andrea Gori risponde:

      oltre i 76 punti per la scuola AIS sono vini che vale la pena assaggiare e ho sempre quella in mente più o meno. Poi è una questione di gusti non solo di come è fatto un vino. La Madonna Nera credo sia fatta molto bene ma riflette una mentalità e un tipo di vino che vorremmo vedere morto e sepolto, specie a Montalcino, e invece persiste.
      Sono convinto che a 15 euro la bottiglia ha il suo perchè, si presenta bene, bella etichetta, vino piacevole e anche per abbinamenti importanti, come detto non escludo che possa piacere a qualcuno

      • Si vede che a Roma la scuola A.I.S. insegna cose diverse, non saprei che dirti… io a un 76 punti non concedo un secondo assaggio: non è una questione di snobismo, è soltanto che chi lavora nel settore (come te) troppi ne deve assaggiare di vini, su “gentile” richiesta del rappresentante, per cui, a 76 punti, io passo.

  12. [...] Il Nero a Montalcino: come ti declasso con stile il Brunello Salute Il parere del Dott. | A letto meglio il Chianti dello Champagne (prima) Forum [...]

  13. Luciano Pignataro Luciano Pignataro commenta:

    Grazie Andrea, non avevo capito una mazza prima di questo post

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  • Dezzyboy: ecco tutta la storia del produttore misterioso http://dezgeist.blogspot.com/2011/11/grandi-vini-madonna-nera.html
  • Luciano Pignataro: Grazie Andrea, non avevo capito una mazza prima
  • Franco Ziliani: benissimo Massimo, te lo sei scelto tu come
  • Francesco Fabbretti: Si vede che a Roma la scuola A.I.S.
  • Andrea Gori: oltre i 76 punti per la scuola AIS