Il mito esagerato del giorno è Vega Sicilia Unico. E siccome pareva poco, 1970

di Cristiana Lauro

Il millesimo è importante, considerato a tutt’oggi il migliore uscito, insieme al 1968. Vega Sicilia deve il suo nome alla famiglia Santa Cecilia, proprietaria in origine della collina su cui sono posizionati i vigneti. Sicilia infatti deriva da Cecilia e Vega significa piana fertile. Il tempranillo, vitigno precoce nella maturazione, domina lo stile di questo vino, composto per la restante quota da cabernet sauvignon, merlot e malbec in parti minori. La vinificazione è classica ma quello che lo rende “unico” è la maturazione in cantina. Infatti dopo 5 anni di riposo in fusti di legno, Vega Sicilia trascorre 10 anni in barrique vecchie e altri 10 anni in bottiglia.

Il millesimo in questione è stato messo in commercio nel ’95, con una seconda uscita di formati magnum avvenuta nel 2001. L’annata ’70 fu caratterizzata da un inverno molto freddo seguito da un’estate particolarmente calda e, all’assaggio, il profilo aromatico traduce questo andamento climatico. Trama fitta, grandissimo impatto olfattivo, inizialmente un po’ volatile ma in caraffa si esprime già dopo una decina di minuti. La bocca è piena, potente ed elegante al tempo stesso, che è la cifra di questo vino prodotto solo in grandi annate. Frutti scuri e una leggera nota tostata, spezie e tabacco. Armonico e molto lungo dal centro bocca alla chiusura infinita. E’ un grandissimo vino e non per caso qualcuno l’ha definito il Lafite spagnolo.

Prezzo: Wine searcher dice tra 500 e 650 euro la bottiglia. Come minimo.

avatar

Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

13 Commenti

avatar

Paolo

circa 7 anni fa - Link

Avete scaraffato un vega sicilia 1970 come fosse un rosato dei castelli romani fresco di frigo???

Rispondi
avatar

Fabio Cagnetti

circa 7 anni fa - Link

Anfatti. Io 'sta cosa di scaraffare i vini maturi non la capirò nè supporterò mai, mai e poi mai. E' solo un altro trauma inflitto a un vino già delicato. E chi se ne frega se c'è fondo.

Rispondi
avatar

Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Pensa che da molte parti si legge che i vini invecchiati DEVONO essere decantati per favorirne l'ossigenazione e permettere di conseguenza di ampliare lo spettro aromatico. :D Posso al limite concepire il discorso del fondo (a me non interessa, basta stare attenti nel versare) ma il discorso sull'ossigeno è un contro-senso!

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Also sprach Franco Biondi Santi.

Rispondi
avatar

Sandro Dibella

circa 7 anni fa - Link

Ciao Fabio ricordo quell'unico che abbiamo bevuto assieme a villa qualche anno fa sambrava di bere una fiorentina haha grande

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Probabilmente non mi sono spiegata, mi scuso, nel caso. Il vino non è stato messo in caraffa, per via del fondo, di cui non v'era traccia ma per problemi olfattivi iniziali. Volevamo ossigenarlo per velocizzare l'assaggio. Non è mia abitudine mettere i vini in caraffa. Qualora il vino avesse presentato fondo, me lo sarei mangiato, come faccio di solito. Non è il fondo che mi impressiona. Era solo un po' volatile. So che alcuni vanno pazzi per la volatile, io, Maurizio Paparello e il nostro generoso ospite, no. Complessivamente il naso un po' debole rispetto alla bocca generosa ed elegante. Buona! :-)

Rispondi
avatar

Simone e Zeta

circa 7 anni fa - Link

La volatile con l'ossigeno dovrebbe rimanere tale e quale, credo.

Rispondi
avatar

Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

@Cristiana, per quanto mi riguarda facevo un ragionamento di carattere generale. Volendo ragionare nel tuo contesto, avrei dei dubbi nel ritenere che una maggiore esposizione dell'ossigeno possa ridurre la volatile: non vedo come la decantazione possa ridurre il livello di acido acetico nel vino, ma bisognerebbe chiedere ad un chimico...

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Dunque: l'acido acetico nel vino non se ne va a contatto con l'ossigeno. Infatti una leggerissima volatile in questa bottiglia è rimasta esattamente come si era presentata appena aperta. Abbiamo preferito caraffarlo perchè era un po' chiuso e pertanto volevamo velocizzare l'ossigenazione di un vino che aveva bisogno di respirare un po' per esprimersi all'olfatto che, inizialmente chiuso, offriva soltanto questa leggera nota volatile. Dopo dieci minuti si è aperto al naso e finalmente è diventato un vino della madonna. Cosa che in bocca ci era chiara fin dall'inizio. Mi sono spiegata o dobbiamo continuare con questa menata della caraffa? Non è così grave mettere un vino in caraffa, io non lo faccio mai. Talvolta e raramente lo ritengo necessario, come in questo caso. Tutto qua. Aggiungo che Vega Sicilia Unico è un vino talmente integro e solido che l'unico problema che non si pone è quello del trauma.

Rispondi
avatar

Arduino il ricottaro

circa 7 anni fa - Link

A' Cristià, se ccerte cose nun le sai, sàlle!

Rispondi
avatar

Hansen

circa 7 anni fa - Link

Cristiana una curiosità che bicchiere ha usato x codesto vino il grande sommo Maurizio?

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Ciao Hansen, che piacere rileggerti! :-) Dunque: su mio suggerimento, visto che me ne intendo di brutto e Maurizio lo può ben dire, abbiamo scelto la coppa Martini. Con quella svasatura consentiva una rapida ossigenazione che, dopo l'opportuna (provvidenziale direi!) caraffatura precedente, svelava in pochi attimi l'incedere imponente, quanto garbato, di un vino che, a mio tutt'altro che modesto avviso, è un vero capolavoro. ;-))) Non ricordo bene Hansen, era Willsberger ma non sono certa se borgogna o bordeaux. Mi sembra borgogna perchè, in genere, usiamo quello, però non vorrei mettere in difficoltà Maurizio Paparello su una cosa che probabilmente, col mio stile infinitamente rozzo, ho deciso senza troppe seghe mentali. Ciao!

Rispondi
avatar

Hansen

circa 7 anni fa - Link

Non trovo le faccine ;-) Sei forte Cristiana! Ti chiedevo ció xchè Maurizio che conosco bene è un grandissimo conoscitore di bicchieri oltre che di vini e a volte con la scelta del calice adatto si smorzano alcuni difetti e lui è un mestro in questo ricordo x esempio x un vecchio selvatico Chave usó i calici da sauternes di Riedel e fù un gran numero

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.