Guida alle Guide 3 | La Stele di Rosetta per decifrare i punteggi

di Antonio Tomacelli

Meno di un mese all’uscita delle Guide e noi di Intravino, con uno stato d’animo a metà tra la “febbrile attesa” e la “pacata rassegnazione”, pubblichiamo l’indispensabile Stele di Rosetta per decifrare i punteggi assegnati. Essì, cari lettori, l’Unione Europea è riuscita nell’impresa di unificare la moneta, ma i sistemi di valutazione dei vini d’Italia restano il solito il marasma di grappoli, bicchieri e tirabusciò difficili da analizzare anche per gli esperti più scafati. La guida Slowine promette di liberarci dalla schiavitù eliminando numeri e simboli ma noi, nell’attesa, diamo una ripassatina alle “legende” delle guide più importanti:

Gambero Rosso: in principio furono i bicchieri, curioso sistema inventato da Cernilli: “Con una bottiglia di vino si riescono a servire sei bicchieri ed è molto triste, oltre che poco salubre, bersela da soli. Una bottiglia si beve in due e se il vino è molto buono fanno tre bicchieri a testa“. Bei tempi quelli: oggi per indicare i migliori tra i meglio c’è anche il segno + che il direttore assegna personalmente e, come se non bastasse, dall’anno scorso si assegnano i tre bicchieri verdi ai vini ecosostenibili. Traduco in centesimi: due bicchieri coprono un punteggio tra 78 e 84. Oltre questa soglia i bicchieri si colorano di rosso, segno che il vino ha raggiunto la finale senza però conquistare i tre bicchieri. La scheda del produttore: breve presentazione aziendale e commenti su alcuni vini. Le schede sono di due tipi: grandi, per i produttori di rilievo, e piccole che in genere ospitano i debuttanti.

L’espresso: il duo Rizzari-Gentili assegna i voti in ventesimi, ma per gli zucconi il punteggio è tradotto in bottiglie. Una boccia, per dire, corrisponde a 12/13 ventesimi. Neanche L’espresso si accontenta più e così, oltre al traguardo delle cinque bottiglie, c’è la possibilità di entrare nel club degli Outsider. La scheda del produttore: commenti per molti ma non per tutti e una curiosità: note negati e positive sono accompagnate dagli emoticons, come una qualunque chat.

Veronelli: anche qui doppio punteggio e ai centesimi si affiancano le stelle (da 1 a 3). Superata la soglia dei 93 centesimi ci sono le super tre stelle oltre le quali c’è solo il Sole di Veronelli, che contraddistingue i vini con un surplus di emozione nel bicchiere (una quindicina in tutto). A chi entra per la prima volta in guida niente stelle ma un bel trifoglio che porta bene. La scheda del produttore: uguali per tutte, prevedono solo una breve presentazione aziendale.

Luca Maroni: punteggio in centesimi ma calibrato sul complicato indice di piacevolezza brevettato da Luca. Oltre la soglia degli 84 centesimi comunque, ci si può fregiare del titolo di “Vino Frutto”. Volendo. La scheda del produttore: commento finale solo per alcuni vini o cantine. Dipende dalle emozioni che Maroni ha provato durante gli assaggi. Bonus: Maroni ha l’unico sito degno di questo nome e nel database trovate tutte le annate precedenti, oltre a un motore di ricerca che funziona a dovere. Tutto aggratis.

Vini buoni d’Italia: stelle anche per Luigi Cremona e la sua guida ma qui il massimo raggiungibile è quattro, dopodichè c’è il simbolo della menzione Ad Honorem e per finire la corona che decreta il massimo punteggio. La scheda del produttore: c’è una breve presentazione dell’azienda e le note sui vini più significativi.

Duemilavini: da sempre la guida dell’Associazione Italiana Sommelier usa i grappoli, da un minimo di due a un massimo di cinque. I 4 grappoli corrispondono a un punteggio compreso tra gli 85 e i 90 centesimi. La scheda del produttore: nella pagina dedicata a ogni produttore c’è ampio spazio per la presentazione aziendale più una scheda per ogni vino degustato.

Domanda ovvia: quali di questi sistemi preferite in assoluto, al di là delle valutazioni sugli autori? Siete per i centesimi o vi garbano corone e grappoli? Oppure siete già in pieno Slow Mood e dei punteggi fareste volentieri a meno?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

29 Commenti

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Angelo Di Costanzo

circa 9 anni fa - Link

Slow Food Editore nel frattempo se n'è tirata fuori, con ottime intenzioni e buone prospettive. P.S.: Ad averla almeno menzionata... ;-)

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Angelo Di Costanzo

circa 9 anni fa - Link

Errata Corrige, P.S.: Bene ad averla almeno menzionata... ;-)

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Fabio Cagnetti

circa 9 anni fa - Link

Resto dell'idea che per orientarsi in una guida che presenta svariate migliaia di vini il punteggio sia un male necessario. La sfida è sempre quella di riuscire a far leggere anche quello che sta intorno ad esso. Sono comunque molto curioso riguardo la nuova guida di Slow Food.

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

con la mitica invenzione del "Grande Vino" non direi che SlowFood se ne è proprio tirata fuori...anzi ha riproposto in maniera più elegante il TreBicchieri. Scommettiamo che i Grande Vino sono vini con 90+?

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Angelo Di Costanzo

circa 9 anni fa - Link

Andrea, credo che i parametri siano un tantino più ambiziosi: “Non sarà una guida dei vini buoni, giusti e puliti – ha affermato il presidente di Slow Food Italia -, temi comunque a noi cari, ma una fotografia dell’esistente soprattutto con un punto di vista privilegiato sulla scala locale che per noi è un aspetto esclusivo. Proprio per questo, prima di parlare dei migliori 50 rossi italiani, metteremo in evidenza i 30 rossi più buoni di una regione e permetteremo al consumatore di conoscere e visitare un territorio attraverso le bottiglie”. “… sarà una fotografia dell’esistente, spiegando anche quei fattori da cui un prodotto nasce e che un’analisi sensoriale non può raccontare, vale a dire gli uomini, la terra, l’agricoltura o il clima che determina il carattere di un’annata”. – Roberto Burdese (da www.lucianopignataro.it) Staremo a vedere...

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

in realtà la traduzione nel mondo reale è stata, anche, questa: http://poggioargentiera.com/blog/2010/09/16/il-grande-vino-di-sf-e-il-nuovo-tre-bicchieri/

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Angelo Di Costanzo

circa 9 anni fa - Link

"Non vorremmo che fossero indicati per forza come un premio che rispecchia un punteggio preciso, piuttosto come dei vini che nelle loro rispettive categorie ci hanno convinto in modo particolare. Etichette che rispecchiano il territorio e il vitigno di provenienza e il cui stile ha un certo filo logico che noi abbiamo privilegiato rispetto ad un altro. Per cui non è detto per forza che siano vini che hanno preso un punteggio superiore a un certa soglia." Questo, io leggo... Se poi proprio non ci va giù, evvabbè, abbiate un poco di pacienza! :-)

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

Nel mio blog oggi c'e' l'intervento di Gariglio, curatore della guida, sulla mia provocazione. http://poggioargentiera.com/blog/2010/09/16/il-grande-vino-di-sf-e-il-nuovo-tre-bicchieri/

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marco bolasco

circa 9 anni fa - Link

Essendo il Gori un comunicatore di primo piano del mondo cibernetico del vino mi preme sottolineare che il "grande vino" della guida Slow Wine è semplicemente una delle tre chiavi di lettura possibili delle nostre segnalazioni in guida. Non ne esiste una migliore delle altre e sarà piuttosto chiaro che il grande vino non è dunque paragonabile ad altri "massimi riconoscimenti". Se devo proprio operare una gerarchia nella guida (grande anticipazione...) direi che l'unica categoria superiore alle altre è quella della segnalazione alla cantina rispetto a quella sul singolo/sui singoli vini. Questo è il grande sforzo della squadra capitanata dal duo Gariglio/Giavedoni. E speriamo che il messaggio arrivi chiaro.

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kenray

circa 9 anni fa - Link

la mia guida siete voi, quindi non fate o dite vaccate mi raccomando ho conosciuto il querciabella proprio grazie a voi enopsicolabili e non vi ringrazierò mai abbastanza. finalmente un chianti che mi ricorda mio zio quando 40 anni fa dall'appennino emiliano transumava in toscana alla ricerca di vini in damigiana e tornava sempre con quel "toscano", che poi chianti era, stratosferico. bravi ma non vi montate la testa. il mio parere conta un cazzo

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Bentornato Kenray, mi sei mancato!

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antonio tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Grazie *Si commuovono*

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

La vogliamo dire una cosa? I premi e i punteggi servono ai produttori, servono a VENDERE vino. I produttori di vino, almeno alcuni di essi, sempre meno per la verità visto che tutti ormai sembrano fare vino per passione o altre amenità, fanno il vino per VENDERLO. Ora mi metto a sedere e aspetto la folgore divina che certamente mi coglierà mentro sto in cima ad un tino a fare un rimontaggio :)

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Marilena Barbera

circa 9 anni fa - Link

Oh, una parola di buon senso! :)

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Sottoscrivo al mille per cento riguardo alle vere intenzioni dei produttori, che é tra l'altro l'attegiamento giusto per mandare avanti un'azienda e farla prosperare. Si può dire però che molti non vogliono venderlo solo per farci un sacco di soldi, ma anche per veder premiato lo sforzo fatto e per l'orgoglio di ricevere la conferma che la direzione data alla produzione sia capita e apprezzata. Che poi guide e punteggi servano a vendere il vino non ne sono tanto convinta, aiuta, ma non é sufficiente né indispensabile.

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Fabio Italiano

circa 9 anni fa - Link

I punteggi delle guide servono, e fanno vendere. Certo se prendi solo un misero bicchiere non ti cambia la vita, ma se becchi i famosi 3 bicchieri, diciamo un anno si e un anno pure, la differenza sulle vendite si nota. Tantissime cantine di primo piano hanno costruito il loro Brand solo con i giudizi positivi delle varie guide. Non sono mica scemi!!!

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Nic Marsèl

circa 9 anni fa - Link

Dopo aver acquistato almeno un'edizione per ogni guida, come consumatore, credo di averne abbastanza di punteggi e premi. Mi piacerebbe una guida con una selezione più accurata (e di conseguenza con meno aziende, indipendentemente dai numeri che esse rappresentano), che abbia spazio sufficiente ad approfondire profili e schede, includendo anche una piccola intervista ad ogni produttore scelto. Il semplice fatto di essere stato selezionato dovrebbe già garantire la bontà del produttore stesso (più che del singolo vino). Inoltre la "mia" guida dovrebbe avere il coraggio di omettere mostri sacri che hanno prezzi accessibili solo a pochi eletti, oltre che le aziende che producono milioni di bottiglie e fatturati da capogiro, tanto non ne hanno bisogno (nè i mostri sacri, nè i pochi eletti, nè le grandi aziende).

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Davide Bonucci

circa 9 anni fa - Link

Quotata integrale per Nic Marsèl. Peraltro, sono riuscito ad evitare l'acquisto di Maroni e AIS ogni epoca, tutti soldi risparmiati ;)

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Sarà che sono stato educato a dare punteggi, ammeto che questa pratica su me esercita un fascino indiscreto. Conoscendo un po' di addetti ai lavori che svolgono l'ingrato compito, mi fa piacere leggere le schede dei singoli vini, le descrizioni e i punteggi attribuiti, cercando di indovinare l'autore dela scheda e ponendomi la domanda "perchè lo ha valutato così?". In fondo il punteggio, nella sua crudezza, è un segnale direto di quello che il "palato" reputa del vino in questione. Spesso sono in disaccordo, ma non fa nulla.... i vini li ordino in base ai punteggi del mio palato ;-)

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daniela

circa 9 anni fa - Link

queste sì che sono parole sensate :-)

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Athos CavoloVerde

circa 9 anni fa - Link

Ricomincia la danza! Ma dai ragazzi, lo sapete che le guide sono 1) per il grande pubblico = soldini 2) per i produttori = soldini 3) per i sommelier, ristoratori ecc = soldini 4) gli enosboroni (come noi) devono averla in casa! = soldini 5) i concorrenti, tra loro per vedere se ci hanno capito quello che bevono maremma ...

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Pamelo

circa 9 anni fa - Link

Salve a tutti! E' la prima volta che capito in questo "luogo" e mi sento di dire la mia da appassionato degustatore quale sono. Sul finire dello scorso secolo e agli inizi di questo,ho fatto incetta di qualsiasi GUIDA VINI esistesse sulla faccia della terra. Poi,dal 2003,ho smesso. Ho smesso di acquistare guide,con tali cifre risparmiate mi sono comprato molte bottiglie dei miei VINI DEL PRIVILEGIO(citazione voluta del mai dimenticato,grande luiGINO). Ho smesso di comprar guide per un semplice motivo:quando anche lo scorso anno ho dato una sbirciata a DUEMILAVINI anzichè al GAMBERO attuali,ho notato che TUTTI I VINI PLURIPREMIATI,grappolati,bicchierati,presenti nelle guide in mio possesso e risalenti a prima del 2003,ERANO SEMPRE GLI STESSI!!!!! Morale del mio intervento: "conviene comprare guide UNA VOLTA OGNI 10/15 anni",giusto per tenersi aggiornati... Pamelo M.

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Fabio Italiano

circa 9 anni fa - Link

Concordo con Mapelo. Io le guide non le compro da almeno 15 anni, e ho appena 42 anni. Le guide serie non dovrebbero ne avere contatti con i produttori, e neppure contattarli per avere i campioni di vino da degustare. Si eviterebbero così tanti favoritismi. I vini dovrebbero essere comprati sul mercato! Così facendo la guida sarebbe veramente una guida per il consumatore.

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gp

circa 9 anni fa - Link

Ma i vini premiati come possono essere sempre gli stessi a una decina di anni di distanza, quando una delle due guide che lei cita ha quasi raddoppiato il loro numero (scelta che peraltro si presta a varie critiche)? Prendiamo per esempio AIS e Gambero Rosso 2001 (uscite esattamente 10 anni fa) e confrontiamole con l’ultima edizione, la 2010 (la 2011 è in uscita tra breve). AIS 2001: 257 vini, AIS 2010: 298 (con una decrescita al livello del 2007); GR 2001: 230 vini, GR 2010: 391. Quindi una delle due guide premia più di 150 nuovi vini; per l’altra bisognerebbe vedere più in dettaglio quante sono le novità (come minimo una quarantina) e quante le conferme. Comunque le guide non servono solo a decretare (opinabilmente) qual’è la creme de la creme, ma possono fornire informazioni su zone emergenti, nuovi produttori, andamento dell’annata ecc. In effetti negli anni del boom molti acquirenti le usavano soprattutto per il primo scopo (e le guide stesse tendevano / tendono a privilegiare quello): se questo "uso oracolare delle guide" si esaurisce, tanto meglio!

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Matteee

circa 9 anni fa - Link

Devo dire che pur non essendo un appassionato di guide credo che queste, se ben fatte, possano essere utili ad un consumatore che voglia orientarsi nel complicato mondo del vino italiano senza. Ma come si può confrontare un nebbiolo con un sangiovese o un primitivo, un vino piemontese con uno siculo? Com'è possibile valutare un vino in base ad un'ipotetica scala di valutazione nazionale? Com'è possibile farlo in un Italia dove esistono centinaia di DOC e di vitigni autoctoni? Per me volerli mettere in classifica equivale a banalizzare il nostro patrimonio vitivinicolo e influenzare oltremodo il consumatore con valutazioni necessariamente soggettive. Altra cosa sarebbe invece una guida che spieghi al consumatore le peculiarità delle varie DOC, DOCG e vitigni e che indichi all'interno di queste categorie i produttori ed i vini che ritiene più lodevoli. Bisognerà però vedere se Slow Food o qualche altra guida sarà in grado di raccogliere questa sfida non di certo semplice..

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Paolo Cianferoni

circa 9 anni fa - Link

Il post era incentrato sui punteggi delle guide. Leggendo però si scopre ormai che il riferimento che tutti aspettano è la nuova guida Slow Food. Sarà un grande successo da oscurae di molto tutti gli altri? A giudicare dagli interventi penso proprio di si. Già che ci siamo lascio un link del mio post a proposito dell'inserimento di Caparsa su SF...: http://paolocianferoni.caparsa.it/post/Caparsa-segnalata-su-nuova-guida-Slow-Food.aspx#comment

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Marco

circa 9 anni fa - Link

Eh, queste benedette Guide! Sembra sempre che siano malate se non già defunte e che nessuno le voglia più e poi ogni anno, puntualmente, tutti ne scrivono, tutti ne parlano e tutti se ne interessano, soprattutto chi le critica. Forse non stanno poi così male....

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Sì, ma poi quanti le comprano?

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Marco

circa 9 anni fa - Link

Mah... In giro (ristoranti, enoteche, amici appassionati) qualcuna se ne vede.

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