A volte mi domando cosa mi lega a questo amore irrazionale per le spumantizzazioni metodo classico. Guardate, non si parla di vinoni con punteggi stellari, il Franciacorta Brut di Gatti si piazza a 77/100. Eppure lo bevo con un godimento totale, è una cosa dei sensi ma è anche affetto, quasi riconoscenza per questa bollicina facile. Non è indimenticabile eppure va via veloce, versatile com’è. E’ piacere tattile, disimpegno, leggerezza. Si abbina ad una sera estiva finalmente un po’ fresca, ai pensieri rilassati. Cos’altro vuoi in un bicchiere?
Sui 20 euro, in enoteca.
Tre bottiglie obbligatorie in frigo. Quali?Non vorrei dirla la parola. Non vorrei, ma la dirò:… continua »
Champagne e bollicine: the power of loveIeri sera guardavo Voyager, programma RAI assai scientifico. Spiegava che… continua »



perché lo bevi piacevolissimamente Fiorenzo? Perché é uno dei Franciacorta più schietti, meno “eno-sboroni”, più fedeli ad un’idea di Franciacorta che con il successo della zona e la crescita dell’immagine, ha portato fior di aziende, anche marchi che una volta facevano grande qualità – e io lo scrivevo – a perdere la trebisonda… Vini come questo, quelli di San Cristoforo, di Camossi, Colline della Stella, Cavalleri, come le cose migliori di Cà del Bosco, costituiscono la migliore garanzia di qualità per gli amanti delle bollicine di qualità
[...] in equilibrio, di sentire per qualche istante la serenità dentro di sè. Stamane quando ho letto questo articolo di Sartore su Intravino, in cui parlava di irrazionalità enoica ho riassaporato per un momento quella [...]
[...] Prima bottiglia: una bollicina bianca. Eh sì, la bollicina è la mia salvezza. Al momento sto variando sul tema prosecco, con una preferenza per Masottina. Del Franciacorta, già ho detto. [...]