Facciamo che dopo un Barolo Chinato del 1950 si torna tutti dal mare per lavorare
Una storia mista a leggenda narra che venne al mondo nel 1870, quando il farmacista Giuseppe Cappellano da Serralunga d’Alba lo vendeva nella sua bottega torinese come lenimento medicamentoso e antimalarico. Il Barolo Chinato è un vino aromatizzato fatto di Barolo a cui si aggiunge una soluzione idroalcolica con zucchero e spezie (tra cui la china calissaia che lo caratterizza). Più o meno ogni produttore ha la sua ricetta. Il Barolo Chinato dei Cappellano di oggi è una delizia allo stato puro e chi non lo conosce non sa cosa si perde. Dolce, speziatissimo, profondo, ogni volta è amore.
Augusto Cappellano è un tenero quarantenne e porta avanti l’azienda di famiglia, dopo la scomparsa del padre Teobaldo, indimenticato anarchico di Langa. Ci siamo emozionati insieme assaggiando una bottiglia degli anni Cinquanta (da stima della licenza fiscale Utif), aperta tre anni fa: colore arancione scarico e trasparente, tamarindo, ginger, Aperol e frutta secca al naso. Un viaggio nello spazio-tempo che stupisce. Il sorso è snello, poco dolce, l’acidità vibrante lo rende godibilissimo e persino sottile. Invitante e nitido su rimandi finali di noce. Racconta colline sopravvissute alla guerra, la saggezza contadina dei tonici-corroboranti, 13 “droghe” che hanno passato indenni i decenni. Emozioni.
| Il meglio di una settimana langarola realmente strepitosa | ![]() |
Accorrete numerosi, oggi si elegge il miglior video sul bere responsabile |









Il più grande vino aromatizzato del quale abbia conoscenza, ogni volta che lo assaggio non credo al mio naso. Ma serve invecchiarlo? Le spezie non lo “ingessano”?
Si, imho serve invecchiarlo.
Te lo sapranno spiegare quelli che han fatto le sQuole alte, ma i prodotti su base speziata (vale per gli alcolici, ma con le debite proporzioni con i dolci) nel tempo cambiano, migliorano.
Paolo
Anche per Augustus, ippi urra!
buonissimo ma a piccolissime dosi.
un “vino” davvero per pochi.
addendum
cit. “Augusto Cappellano è un tenero quarantenne..”
Moricchia sta varcando la linea sottile della gaytudine.
Confermo il tenero
Non ho varcato quella soglia, ma per quello che conosco Augusto è una splendida persona.
Per arrivare ad “aromatizzare” il Barolo bisogna proprio averne da buttare… un po’ come usarlo per fare il brasato …
Dovresti assaggiarlo.. cambieresti idea. Avercene da buttare così
Mah, per il momento rimango dell’idea che un buon Barolo vada chinato solamente quel tanto che basta a farlo scendere nel bicchiere
Perchè sentori di Aperol (con tanto di A maiuscola)? Dire scorze d’arancia ed erbe officinali macerate è così passato di moda?
Non sono un amante del vino, ma amo i colori, i profumi, la cultura che questo ha diffuso nel mondo, soprattutto dalla mia zona
cappellà, avanzo anche mi quest’asaggio di vecchiume zio ken!
Noi c’eravamo.. e ci è pure toccato tornare a lavorare.
Grazie Augusto!
Grandissimo il Chinato di Cappellano,come pochi ce ne sono,purtroppo !!!
…..e lo troviamo a via Pisa???
Troppo buono!!!
Caro Morichetti, ti ringrazio per la tua piacevolissima visita, ed ancor più ti ringrazio per questo articolo.
Mi preme però sottolineare alcuni punti. Ben comprendo il tuo disappunto e la stizza provocata dalla stima di una nostra commensale sulla tua età, valutandoti più vecchio di me (sebbene anagraficamente di gran lunga più giovane), ma ancora due anni attenderò prima di ragiungere i 40.
E sebbene la bellezza del tuo articolo mi abbia profondamente emozionato, ci tengo ad evidenziarti la mia totale e comprovata eterosessualità: preferisco se rimaniamo amici.
un caro saluto,
Il tenero Augusto
Peccato, vi avevo già comprato gli anelli…
Per avere un’idea della particolare sensibilità di Augusto, è sufficiente leggere le parole che usa per descrivere il papà:
http://www.cappellano1870.it/Cappellano_Dr._Giuseppe/Baldo.html