Eliminazione mondiale 2 | Lippi ha brindato con Agrapart?

di Dan Lerner

Io lo sapevo. Gli aruspici erano stati chiari. La previsione inequivocabile. L’indomani all’Ellis Park Stadium di Johannesburg le avremmo buscate, e malamente. C’è chi analizza tarocchi o fondi di caffè, io ho letto il vino, adattando per l’occasione la legge del grande Helenio Herrera: “la bOlla è rotonda”*. La mia “partita” l’ho giocata a Milano la sera del 23 giugno, poche ore prima di quella che si sarebbe rivelata come una delle figure più meschine degli Azzurri.

Entra in campo la bottiglia di Agrapart & Fils Minéral 2003 Extra Brut, la maglia oops l’etichetta di un celeste squillante a vestire una formazione di solida esperienza: chardonnay in purezza restio ad ogni innesto, dosaggio minimo infatti, 1 gr/lt.

“Ti piace vincere facile” penso tra me mentre l’oste Danilo stappa la boccia, nobili lombi, millesimo anteriore al trionfo di Berlino, la livrea azzurra. Ecco infatti subito in campo un bel nasino classico, crosta di pane, burro, tiglio, piccola pasticceria. GOOOOOAL! Al 5° la partita sembra già segnata, ma qualcosa non va, appaiono le prime crepe, l’ingresso in bocca è deludente, citrino, magro e a nulla valgono gli incoraggiamenti dalla panchina: il sorso è corto e senza nerbo, delude le attese della vigilia e le roboanti promesse con cui era arrivato all’incontro.

L’altra formazione, che pareva dormire annichilita da tanto lignaggio, si rincuora e parte col botto. La classica “squadra operaia” di semisconosciuti: Carricante in purezza dalle pendici dell’Etna, allenata dall’enologo Salvo Foti porta sulla maglia in nome di Benanti Noblesse e si sa, noblesse oblige. Dopo una breve fase di studio cala dai 1.000 mt del vulcano una potenza espressiva inattesa e spiazzante: dosaggio bassissimo, ricchezza aromatica e bocca esplosiva, lunghezza rara in un Metodo Classico italiano. Un meritato trionfo contro tutti i bookmakers.

Clamoroso al Cibali: Benanti batte Agrapart 3-1 (questa era stata la mia previsione su FB, provare per credere). La lezione? Attenti allenatori e vignaioli di grande tradizione, il futuro a volte vi ha già superati.

*: chi è troppo giovane per sapere di cosa parlo clicchi back…

3 Commenti

Sara Porro

circa 10 anni fa - Link

Ora che ci penso, io ho bevuto tutta sera Budějovický Budvar, che è una birra ceca, cioè fino a non molto tempo fa, una birra cecoslovacca. E in effetti ne sono uscita sconfitta, anche se per me sono stati gli ultimi dieci minuti i peggiori, al contrario che per la formazione azzurra... Uh! In effetti i segnali c'erano tutti, bastava saperli interpretare :O

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Dan Lerner

circa 10 anni fa - Link

Eeeh, carte ed astri fino ad ora... Il futuro è tra bolle e lieviti.

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Danilo Ingannamorte

circa 10 anni fa - Link

W le bollicine autoctone! Se è vero che noi non abbiamo la latitudine dello champagne, loro non hanno le nostre altitudini - tiè

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