Destra o Sinistra? Di sicuro alle prossime elezioni voterò il partito anti-TCA

di Alessio Pietrobattista

Lo giuro sui miei avi: mai avuto a che fare col tricloroanisolo in vita mia! Beh, oddio, non proprio direi ma diciamo che fin’ora la dea bendata m’aveva assistito degnamente col cavatappi in pugno. Pochissime le bottiglie difettate, molte di esse di basso lignaggio e per il resto un paio di colpi al cuore niente male, tra cui spiccano sicuramente un Hermitage La Chapelle 1989 Jaboulet (che malgrado il tappo stantuffava spezie e frutto in maniera commovente) e un Barolo Vigna Rionda Riserva 1999 Massolino.
Per il resto una fortuna abbastanza sfacciata, escludendo ovviamente bottiglie, provenienti da altre cantine, presenti in degustazioni a cui ho partecipato (e in questo caso le vittime sarebbero davvero illustri).
Tutto meraviglioso fino a venerdì 14, da allora il mondo non è più lo stesso. Il pessimismo e il timore di incontrare di nuovo la tremenda molecola maleodorante mi devasta, roba da affacciarsi in cantina e chiedere alle bottiglie “Tutto bene?!?”.

Antefatto: ogni anno organizzo la mia cena di compleanno (tanti auguri a me). Pochi amici, tutte persone con il gomito indirizzato verso l’alto, che accettano di buon grado di subire i miei piccoli divertimenti fatti di bottiglie stagnolate con un tema di sottofondo e accostamenti ingannevoli. Quest’anno il tema segreto era l’annata ’95 e il livello della batteria ad occhio era davvero ottimo. Ma non potevo immaginare che stesse per accadere il peggio, un vero film del terrore:

Titolo: Non aprite quella boccia
Ambientazione: La Barrique di Fabrizio Pagliardi
Attore Protagonista: Champagne Salon ’95
Attori non Protagonisti: Verdicchio Cuprese ’95 Colonnara e Ribolla ’95 Gravner
Comparsa: Champagne Dom Perignon ’95

Avete letto bene: Salon ’95 tappato. Di un TCA trasfigurante, di quelli che devastano un vino. Eppure la materia pulsante sotto sotto stava lì cercando di emergere da quella coltre di puzzo malefico ma senza speranza. Una bottiglia che ti fa scorrere il calendario in cerca di un santo che fino a quel momento non ha avuto abbastanza spazio nelle tue imprecazioni. Per costo ovviamente, per prestigio e per rarità, perchè di solito non se ne ha una cassa da 12 da poter stappare a piacimento e quella potrebbe essere l’ultima occasione per assaggiarla. A questa aggiungete in rapida serie Cuprese e Ribolla, il primo con un profilo rieslingheggiante ma segnato da muffette e un TCA ondivago, la seconda anch’essa in altalena ma più pulita soprattutto in bocca. Come se non bastasse un Dom Perignon ’95 che zoppica scomposto, forse perchè giunto a destinazione solo il giorno prima, e il quadro desolante è servito.
Tre cazzotti e un montante ben assestati che avrebbero steso chiunque, malgrado un garibaldino Champagne Saint-Vincent ’96 RL Legras, rassicurante nel suo olfatto di pan brioche, frutto scuro e note verdi più fresche e la bocca piacevolmente acidula.
Una speranza, una consolazione, un motivo per rendere speciale una serata c’è sempre o ci dovrebbe essere.
In realtà i motivi saranno ben sei.

Langhe Bianco Rossj Bass ’95 – Gaja: la piacevole sorpresa dopo una serie di bottiglie sfortunate. Spiazza tutti con sprazzi di pietra focaia, minerale e salmastro, florealissimo e di integrità pazzesca nel fruttato di pesca. Bocca di ricchezza armoniosa, legno integrato e lunghezza invidiabile. Apolide, quasi più Loira che Borgogna verrebbe da pensare ma accidenti che buono!

Brunello di Montalcino ’95 – Biondi Santi: la prima cosa che penso vedendelo nel bicchiere è: classico. Sì è lui, Biondi Santi col suo fascino austero che fa intravedere una bellezza radiosa. Olfatto pulitissimo, balsamico, entusiasmante tra menta, petalo di rosa, violetta e ciliegia. Sorso sinuoso dal tannino finissimo, una succosità acida scattante che elettrizza le papille e te ne fa chiedere ancora.

Brunello di Montalcino ’95 – Poggio di Sotto: trappolone anche per i più esperti che alla prima snasata gridano: Barolo! Sorrido sornione perchè ci sarei cascato pure io. Baroleggia di brutto l’olfatto, tra liquirizia, viola, frutto scuro che diventa carnoso, sanguigno per poi tradire la sua provenienza con arancia rossa e macchia mediterranea. Bocca voluttuosa, di una goduria pazzesca e succosa, dove sangue e frutta si intrecciano in un abbraccio caldo e lunghissimo.

Barolo Riserva Monfortino ’95 – Giacomo Conterno: l’apice, il riscatto di una serata. Balsamico, ginepro, menta, anguria, liquirizia, cenni speziati orientaleggianti. C’è tutto, di più, un mostro di complessità, addirittura in cerca di una compiutezza ancora inespressa. Gioventù che si mostra in bocca come un carroarmato, è attrezzato per sfidare ancora gli anni a colpi di bombe tanniche e missili acidi. Seguitelo se ne avete il coraggio.

Montepulciano ’95 – Valentini: molti avrebbero sofferto con un vicino così. Eppure con quel suo fare di una rustica eleganza che ha sì i cenni del pollaio ma allo stesso tempo tanta frutta scura con prugna e mora, caffè, tabacco e cuoio. Il sorso è tridimensionale, spesso, intenso, lunghissimo, pervaso di dolcezza fruttata e con un tannino perfettamente definito. Dalla seconda metà degli anni ’90 in poi è la mia versione preferita allo stato attuale, lo dimostra col petto in fuori. Grazie Edoardo.

Tokaji Aszù Essencia ’95 – Royal Tokaji: chiusura dolce. Peccato il formato, ci sarebbe voluta una doppia magnum. Al naso caramello, datteri e fichi secchi, zafferano, cioccolato bianco, tabacco e cenni tostati. Bocca di acidità portentosa a contrastare l’elevato valore zuccherino. Non si può evitare di berlo, il bicchiere è una calamita.

Mi sento meglio? Beh, un altro colpo del genere non so se lo reggerò nuovamente, comincio ad avere una certa età.
Ditemi che non sono il solo ad avere gli incubi che sanno di tappo.

[Immagine: Ezio Bani]

21 Commenti

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Andrea, ilbeonefotografo

circa 7 anni fa - Link

... come c'hai una certa età? pensavo fossi anche tu minorenne, come le bottiglie... del '95 :-)

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Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

So' un pischello comunque! :-D

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Alessandro

circa 7 anni fa - Link

Grande serata, nonostante le delusioni adeguatamente sacramentate in diretta da Alessio (s'è crepata una parete appena ristrutturata). Sorpreso dal Rossj Bass, che in realtà non avevo mai bevuto, a getto pensavo a uno chablis. Monfortino uber alles, ma Valentini segue a ruota. Biondi Santi impeccabile nella sua nobiltà contro il focoso Poggio di Sotto: due visioni quasi contrapposte, affascinanti interpretazioni dello stesso fazzoletto di territorio. E il podio è fatto, con i toscani appaiati sul terzo gradino. Rossj Bass primo degli inseguitori. E grazie ad Alessio per la condivisione di tante emozioni.

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suslov

circa 7 anni fa - Link

... estiqatsi !

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AZ

circa 7 anni fa - Link

esti.. !!,

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Daniele

circa 7 anni fa - Link

HOSPICE DE BEAUNE '90 non ricordo il produttore ma sicuramente era uno grosso... Ogni tanto me lo ricordano ancora...

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alessandro bocchetti

circa 7 anni fa - Link

anni fa c'era anche la lauro, da un nostro amico dove abbiamo bevuto parecchio (ciao Vincenzo!) una serata da ricordare.... in rapida successione vega sicilia unico, margaux e monfortino, da tappa dolomitica, solo un latour 90 ci salvò... ;) ciao A

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Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

Ciao Alessa'! Anche Fabrizio Pagliardi mi raccontava di una serata del genere ma dopo 3 mostri tappati si sono buttati sul prosecco! :-D

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gionni1979

circa 7 anni fa - Link

pergole 99... :-((

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Pietro

circa 7 anni fa - Link

Ok mi metto a sintetizzare una molecola che addizionata al vino reagisce col TCA e si trasforma in alcool etilico puro. Poi mi candido a Roma.

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francesco

circa 7 anni fa - Link

Echezeaux R.C. 2001 !!! Puzzava di brutto già all'uscita del tappo (avete presente la nuvoletta puzzolente dei fumetti ???) Ecco, quella !!!! Per fortuna che oggi, da Sagna ho ricevuto la sostituzione con l'annata 2009 !!!! Grande Correttezza Commerciale !!!

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Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

Sostituita e con il 2009, bellissima annata! Davvero grande correttezza! Vedi, abbiamo una cosa in comune: https://fbcdn-sphotos-c-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/207132_1892235835043_1223155_n.jpg Degustazione di Borgogna ed era tappata. Non era la mia però capisci bene che si rosica come partecipante, almeno per solidarietà.

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Costanzo D'Angelo

circa 7 anni fa - Link

Attenzione alla Guardia di Finanza, è con noi ma col Tca può davvero poco..! :-)

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Mr. R

circa 7 anni fa - Link

Per me è tutta colpa di Pagliardi! :-))

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Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

Quoto! :-D

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Fabrizio pagliardi

circa 7 anni fa - Link

Quota ........ Quota ....... Intanto io qui c'ho una crepa da bestemmia da risanare!!! Comunque grazie dei vini tappati e non della serata.

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Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

Guarda conosco uno che te fa un lavoretto preciso e rapido. Stai solo un sei mesi chiuso, che vuoi che sia! :-D

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ceedub

circa 7 anni fa - Link

un leggero brivido di godimento scorre sulla schiena quando leggo che la forza della natura, manifestatasi nei tappi, rovina almeno un poco certe serate sborone.

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Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

Serata sborona di cosa? Nelle vere serate sborone i vini sono top sia nel costo ma soprattutto nello stato di forma. Nel mio caso cerco di sdrammatizzare, mi sembra evidente. Era il mio compleanno, le bottiglie erano tutte mie e si stava festeggiando. Se posso festeggio così altrimenti si stappa altro. ;-)

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ceedub

circa 7 anni fa - Link

Per me è sborone chi stappa Gaja, Biondi Santi, Dom P, Salon, Monfortino, vale a dire i grandi classici per il comune mortale proibiti e che tutti bramano, e ne scrive, seppur sdrammatizzando. Avessi scritto di vini altrettanto costosi ma meno "da millionaire" avrei letto molto più volentieri. Così mi dà più l'idea di voler generare una serie di "beato lui" generale. Senza nulla togliere alla tua passione alla qualità dei vini, ovviamente. Ah per inciso, nemmeno gli sboroni possono decidere la forma di un vino prima di aprirlo. Per fortuna in questo il rischio è uguale per tutti.

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Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

Ti sei fatto un'idea sbagliata mio caro, te lo posso assicurare. Parlo di tutto il vino che bevo, parlo di Dom Perignon o di Biondi Santi come parlo dell'Orvieto Bianco, senza per questo rinunciare ad esprimere la passione che correttamente sottolinei. Era una serata di festeggiamento che ho voluto condividere con voi e magari riderci su per le "sòle" che il TCA mi ha rifilato. Con bottiglie che probabilmente saranno degli esemplari unici, anche perchè ti assicuro che ricco di famiglia non sono e lavoro come normale impiegato in ambito informatico. Sentirmi dire "beato te" è l'ultimo dei miei intenti, anzi direi che non è proprio prevista la cosa. Avrei potuto dire che tutto si era svolto in maniera straordinaria, favolosa, descrivere una serata mirabolante e invece mi sono trovato a scrivere di come oggi, per quanto i vini possano essere prestigiosi e costosi, il TCA è una variabile che può davvero devastare una degustazione. E allora chi me lo fa fare? Sempre la passione che cerco di condividere ove mi è possibile scrivere. Se questo poi ti provoca brividi di piacere, accomodati pure. Lasciami pensare però che godi davvero con pochissimo.

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