Champagne Day a Milano | Tutti gli appunti di degustazione

di Andrea Gori

Giornata campale senz’altro anche se mancavano molte maison, ma per avere una idea di cosa significa Champagne, niente di meglio della degustazione organizzata dal CIVC a Milano presso il Principe di Savoia. Se poi al mattino eravate tra i pochi privilegiati a poter gustare in anteprima la seminale NPU 1996 di Bruno Paillard, diventa di diritto una di quelle che vorresti rivivere centinaia di volte come un perpetuo giorno della marmotta (cit.). Piccola premessa: assaggi al volo, in quasi 4 ore, abbiamo fatto il possibile e ci siamo fermati a metà delle cuvèe presenti: facciamo ammenda…

BRUNO PAILLARD
Rosè – Colore tra il rosa salmone e il melograno finissimo. Cremoso, salato, avvolgente e morbido ma non secchissimo. Palato incantevole e seducente, persistenza di fragola e ribes rosso da manuale. 84
N.P.U. 1996 – Spezia pura e finissima, di un cristallino splendore. Al naso è di complessità infinita con il mughetto, biancospino, thè bianco e canfora. Si sente anche un lieve casaeico, mela candita e limone di Ischia maestoso ed elegante. Bocca molto più giovane e compressa, scattante, ricchissima che non finisci mai di scoprire, come un punto che racchiude un piccolo universo che si svelerà a poco a poco. Incredibile. 100 (!)
Blanc de Blancs 1999 – Un mondo a sè come spesso accade.  Caseico appena, glicine e zagara, ribes bianco, croccante, finale leggiadro, in punta di piedi, soffice e di persistenza sottile. 93

AGRAPART
2005 mineral – Sottobosco e mughetto, miele e canditi. Bocca sontuosa, finale di mela. 87
Le 7 cru – Gessoso, biancospino e rosmarino, floreale spinto. Bocca cremosa, coinvolgente, bel finale fresco. 89
Rosè – Un mare di chardonnay e una goccia di pinot nero. Naso delicato di ribes bianco e rosso, poi bocca dinamica e nel finale fragola pepata. 88

CHARLES HEIDSIECK
Resèrve – Soffice ricco e cremoso, molta frutta matura, succulento e dritto. D’impatto. 86
Rosè – Salmone e pepe rosso, zenzero e caramello, bocca tagliente precisa e sapida. 87
Millesime 2000 – Fiori e miele, cocco, nocciola e pepe bianco, incenso. Compassato e serioso, elegantissimo. 90

FRANÇOISE BEDEL
˝Entre Ciel et Terre˝ – Fieno e campo in primavera, incantevole e seducente. Palato rustico,  affatto banale. Diverso per forza, ma non per forza deve piacere. 84
Dis, Vin Secret 2004 – Pinot meunier in prevalenza, stile Vernaccia San Gimignano di classe invecchiata. Finale acidissimo e vivo, bel corpo. 86
Robert Winer 1996 – Fieno e fiori d’alpeggio, succo di mela. Bocca infinita, acidità da ’96 e cuore di meunier. 91

HENRIOT
Rosè 2002 – Olfatto pieno e nocciolato, fragola legno e lavanda. Bocca esplosiva e ricca, melograno finissimo, un godimento vero. 90
Cuvée des Enchanteleurs 1998 – Solito incanto di profumi che desta una meraviglia dolce quasi stucchevole (il 96 era ben più serioso) ma resta di una classe superiore. Bocca vinosa e profonda, salina e agrumata. 95

JACQUESSON
Cuvée n. 735 – Basato sulla vendemmia 2007, extra brut, prevale il floreale agrumato, con note di nocciole appenta tostate e poi  yoghurt, gesso e canditi. Bocca cremosa e sontuosa. 88
Millésime 2002 (ultima edizione, dal 2003 millesimati solo i singoli cru) – Vinoso e laccato, succo di mela altoatesina e tanti fiori. Struttura acida perfetta, dritto e minerale con un ritorno floreale. 92

LOUIS ROEDERER
Brut Premier – Un classico di cremosità e sostanza, opulento ma ricco di riferimenti alle note bianche. In bocca necessita di qualche mese di riposo ma già ora è un godimento deciso. Sure win. 90

MOËT & CHANDON
Rosé Impérial – Ruffiano e floreale, spigliato e divertente. Poco corpo e finale agile 80
Grand Vintage 2002 – Impatto sontuoso, carnoso. col cedro e i canditi in primo piano. Bocca piena e decisa, bel finale di pompelmo e cedro. 89

PAUL BARA
Réserve Grand Cru – Citrino, floreale maturo e ricco, bocca lineare un pó sgarrupato (cit.). 78
Grand Rosé de Bouzy – Grand Cru 100%. Vinoso di bosco e mirtillo, cassis quasi, bocca semplice. 79
Grand Cru 100% 2002 – Intenso ricco e candito, bocca lampante freschissima, tipica dell’annata con sviluppo interessante. 86

PERRIER JOUËT
Grand Brut – Ancora da affinarsi in bottiglia ma solita rotondità e piacioneria mai eccessiva. Spinge lo chardonnay ma anche il sottobosco da pinot nero completa il quadro, chiude boisèe. 84
Blason Rosé – Rosa fragola, caramello, finale d’arancio , chiusura di mela rossa. 83
Belle Epoque 2004 – Floreale, chardonnay sugli scudi, e poi agrumi. Bocca acidina e thè alla menta. Impressione di leggerezza e di stile superiore, gran finale di belle speranze. 94

POL ROGER
Extra Cuvée de Réserve – Gessoso e salino, floreale, anche nocciolato. Bocca cremosa e carnosa di una eleganza innata e radicale, ma che allo stesso tempo trasmette allegria. 87
Rosé Vintage 2002 – Ricco esplendente, floreale ricchissimo di primavera, bocca secca e in evoluzione. Finale di Fanta Amara, infantile e coccoloso. 92
Vintage 2000 – Anice e cardamomo, liquirizia, naso metallico e carico. Bocca appena mielata, carameòa charms alla fragola e kumquat. 93

SALON
Cuvée “S”- Le Mesnil 1999 – Pieno di agrumi e rotondo. Note floreali ma è grasso e algido con tocchi di pesca e ginestra, pepe bianco, zagara, timo, nocciola pepata. La bocca è sontuosa, rocciosa, si arrampica ovunque conquistando centimetro su  centimetro una rotondità insolita che fa appena rimpiangere la consueta affilatezza. Ma sono attimi… 95

TAITTINGER
Prestige – Corposo e rotondo, dosato un poco troppo. Bel finale agrumato. 79
Prestige Rosé – Sapido minerale, appena floreale, bocca decisa, vinosa, semplice e diretto. 78

STEINBRüCK
Blanc de Noirs – Insolito piglio mediterraneo, fragolina e ribes rosso, floreale caldo poi  chiodo di garofano, pepe nero, arancia giallo. In bocca è sapidino, allegro. 86
Millesime 2005 – Mela e polvere da sparo, sale e corpo, finale profondo. 88
Blanc de blancs – Vaniglia rulez poi nocciole e finocchio, bocca tagliente e agrumata, fine e soave. 83

BOLLINGER
Spécial Cuvée – Classico vino da comodino (cit.). Colazione a letto con brioche e burro, poi note boisè a profusione, mapo e fiore della passione. Bocca classica ma elegante, dinamismo a non finire. 87
Rosé – Velo rosato, pallido e soave. Naso di talco e rosmarino, vaniglia, rosa thea e ciclamino. Bocca con tanto grip, incalzante e deciso. 88
Grande Année 2002 – Floreale splendido, camomilla e tisana, mela golden e poi ancora budino alla vaniglia e semi di papavero. Bocca in evoluzione continua, se lo beve James (Bond) potete farlo anche voi. 96

CHAMPION ROLAND
Blanc de Blancs – Grand Cru Piacevole, diretto, cristallino. 83
Spécial Club 2004 – Estivo di ginestra e cedro , timo e salvia, gessosissimo. Bocca sontuosa, carnosa e completa. Caldo e candito, e un bel finale speziato. 90

DEUTZ
Brut Classic – Composito e delicato, agrumato. bocca compassata ma elegante. 86
Rosé 2005 – Serioso e floreale, un poco salmonoso e citrino, aneto e ricordi di bosco, giovane ma non male. 87
Brut 2006 – Floreale delicato di constant spray. In bocca è salino, miele di corbezzolo, canfora, finale che coinvolge. 91

DRAPPIER
Carte d’Or – Floreale di ginestra e pesca, minerale croccante. Bocca precisa ed equilibrata. 84
Brut Nature Sans Soufre – Sottotono, minerale e acacia, pesca bianca. Bocca leggera con finale citrino spiccato, in evoluzone. 83
Millésime Exception 2004 – Metallico e gessoso, dal profilo tagliente. bocca appuntita, finale agrumato e di fragola. 87

JANISSON BARADON
Les Toulettes Millésime 2004 – Ricco carnoso e aranciato, molto succulento con note di zagara e menta, pepe nero, acacia e biancospino. Bocca dolce e vanigliata, nocciole tostate, finale persistente e ricchissimo, da vermouth e rhum caraibico. 91

MAILLY GRAND CRU
Grand Cru Réserve – Semplice diretto e chiaro, pulito, citrino e pompelmo carnoso. 85
Rosé Grand Cru – Arancio chiaro anche nel profumo, fragolina e viola, Deciso. 85
L’Intemporelle 2005 – Lieve e delicato, fresco elegante e agrumato, bocca ricca, densa e non impegnativa. Finale minerale accattivante. 90

PAUL GOERG
Blanc de Blancs – Puro chardonnay di Vertus da una grande cooperativa che copre più di 100 ettari. Agrumato bello, floreale bianco di tiglio e gelsomino. Bocca semplice ma tipica non impegnativa e dissetante. Finale di limette e mineralità interessante. 84

PLOYEZ JACQUEMART
Extra Quality Brut – Salino e cedro, anice e floreale. Bocca affilata come una sciabola, con frutta discreta e penetrante. 85 (forse il migliore per qualità/prezzo)
Sélection Rosé – Salmone e secco, lieve caseico, praticamente una fucilata. Finale di chinotto. 83
Vintage 2003 – Opulento e largo con abbondanza di pompelmo giallo maturo e acacia. Bocca più carnosa  di nocciola e mandorle. L’anima classica della maison che vira alla secchezza estrema e  l’annata calda ci consegnano un piccolo capolavoro. 91

POMMERY
Cuvée Louise 1999 – Freschezza leggerezza ed eleganza. Ha note di nocciola, miele e biscotti al burro, con una nota citrina di pompelmo maturo, anice e tiglio e una mineralità classica di Avize. Bocca cremosa,  soffice. 90

ROGER POUILLON & FILS
Cuvée de Réserve – Deciso, fruttato e molto vinoso di lampone e more di rovo, sottobosco, humus, funghi. Molto legno e vitalità, pinot nero sugli scudi. Bocca piena, non per tutti ma di carattere. 85
Brut Rosè – Rosso fuoco, lampone e naso di fragola, bocca carnosa di mela e melograno. Finale vinoso maschile, particolarissimo, quasi più vino che Champagne. 86
Chardonnay millésime 2002 – Salato e mandorla, nocciola caramellata, menta verde, bocca appena piatta. 87

VEUVE CLICQUOT
Rosé 2004 – Colore caleidoscopico arancio e salmone, naso cangiante di melograno, bacche rosse di bosco e arancia rossa, maracuja, menta e lamponi. Bocca lieve ma che spinge su frutto e acidità netta con ricordi di caffè, rotondo il giusto. Rosè di sostanza. 90
Vintage 2002 – Giallo vispo e lieve dorato, naso floreale tiglio e ginestra, pepe bianco. Accenno di frutto della passione e rafano, lieve fumè, finale ricco e profondamente salino, riserva di energia tipica del millesimo. 91

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

23 Commenti

avatar

Sc'vejk

circa 9 anni fa - Link

mi sento giustamente escluso dal giro che conta.

Rispondi
avatar

Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Ammazza ... Largo di manica per la fretta???

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Devoto-Gori, eri in compagnia o ti sei fatto prendere da delirio di oonipotenza e sei passato al pluraris maiestatis? come al solito in questi casi un'ottima ed articolata analisi degustativa. Bruno Paillard N.P.U. 1996. Se è lo stesso degustato dal mio pusher di Roma Nord, confermo il lieve casaeico al naso. Forse non era il NPU ma era sicuramente un 1996 ed era sicuramente casaicheizzato. Tié, ogni tanto bevo bene anche io.

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

quello era un semplice millesimè 1996 degorgè aprile 2007.. di cui, da quanto mi risulta sono rimasto uno dei pochissimi detentori. l'NPU 96 l'ho già testato, non concordo con andrea sul 100 per ora (lo testo su un 93/95), ma uno champagne che affina sui lieviti 16 anni è un 100 potenziale su cui mi gioco quello sputo di reputazione che ho. Ne ho fatto doverosa scorta per natale e spero di riuscire a preservarne un paio di bocce: uma da stappare tra 10 anni e una tra 20

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

però il caseico sui Paillard di annata è piuttosto comune, anche il BdB 99 al banchino si apriva simile, NN benvenuta a bordo!

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

Vero Fabrizio, Largo di manica confermo, fretta e caos, non volevo penalizzare ...

Rispondi
avatar

Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Immaginavo, giusta scelta

Rispondi
avatar

Isabel

circa 9 anni fa - Link

Uffa...perché nessuno mi ha invitata? Invidia...;-)))

Rispondi
avatar

jovica todorovic (teo)

circa 9 anni fa - Link

Andrea, amico mio, lo hai rifatto una veloce pugnetta e anche oggi mi hai infilato una miriade di riconoscimenti...suskind era innegabilmente un dilettante. A parte gli scherzi e l'ironia bisognerebbe assaggiare insieme perchè le tue schede mi sembrano spesso enfattizzare degli aspetti dello Champagne che non mi interessano moltissimo. Quando si fà? Magari vieni a Roma e facciamo un salto da Pagliardi che ne dici

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

quindi teo immagino che a te non piacciono dolcezze e smancerie...che invece nella mia fase mi piacciono eccome! non vedo l'ora di bere un poco insieme a voi, sarebbe stato utile anche come allenamento per la prossima settimana... Me lo lascerò per consolarmi dall'inevitabile sconfitta, “In victory, you deserve champagne; in defeat, you need it" (tusaichi)

Rispondi
avatar

Nic Marsèl

circa 9 anni fa - Link

"caseico". Grazie! finalmente un termine per definire una sensazione che provo spesso con lo champagne e che non sono mai riuscito a concentrare in una parola sola e per di più elegante ...

Rispondi
avatar

Daniele

circa 9 anni fa - Link

Non riesco a capire a cosa si riferisce, che vuol dire?

Rispondi
avatar

Leonardo Romanelli

circa 9 anni fa - Link

Se non ci fosse il Gori, non potrei aggiornare il mio spettacolo così di frequente...metto nel prossimo constant spray ed ovviamente gli metto sotto il naso la prossima volta un limone di Ischia ed uno di Capri e poi mi dice la differenza:-)))

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

dai miei ricordi isolani (anche se ho frequentato di più Ischia) direi che sono più dolci e rotondi e quelli di Capri un filo più amarognoli... sottigliezze ;-)

Rispondi

Giacomo Pevere

circa 9 anni fa - Link

Io son appena tornato dalla Champagne e una metà di quei vini li ho assaggiati girando per cantine. In generale mi trovo concorde. Per quel che mi riguarda ho trovato Jacquesson e Janisson Baradon quelli più interessanti non solo per quel che riguarda i prodotti di punta ma per tutta la gamma di grande qualità dalla prima all'ultima bottiglia. Peccato che non parliate dei millesimati da singoli cru di Jacquesson sono bottiglie eccezzionali con quella prodotta dal cru Ay un spanna sopra quelle prodotte ad Avize e Dizy, sarà che il primo è un blanc de noir e gli altri due dei blanc de blanc (non sono dichiarati ma leggendo le schede si scopre che sono 100% pinot nero - 100% chadonnay) ma ti colpisce fin dal primo naso per ampiezza ed intensità. PS: io al gran vintage 2002 di Moet un paio di punti in più glie li avrei dati...

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

anche secondo me un paio di punti al Moet ci potevano stare ma poi mi dicevano che ero un venduto...in ogni caso è uno di quelli che vorrei riassaggiare con calma, specie considerando che è tra i 2002 che costano meno a giro

Rispondi

Giacomo Pevere

circa 9 anni fa - Link

Venduto? Io trovo molte più persone propense a stroncarli perchè son troppo commerciali, tutta colpa della cuvee imperiale che si trova la supermercato e bottiglie eccelse come i suoi grand vintage pagano dazio. Sfogo personale: Sarà anche un politica più corretta o quel che volete voi, ma io odio andare da un produttore e pagare la bottiglia gli stessi precisi euro che la pago in negozio. In Francia è la norma ovunque, dal piccolissimo alla Moet & Chandon. Dai piccoli produttori mi da anche meno fastidio perchè in Itlia sono quasi introvabili e anche a trovarli li pagheresti il doppio (se basta) ma pagare la Grand Vintage comprata alla Moet 43 euri e dallo spacciatore di fiducia a Udine un euro in più... No comment.

Rispondi

Giacomo Pevere

circa 9 anni fa - Link

Non centra una fava ma avevo visto una tua degustazione di un Fontalloro 2000 di cui ho ancora due bottiglie. Perfettamente concorde con la tua degustazione ma dopodomani te lo confermo. Domani è il mio compleanno e una delle due se ne andrà...

Rispondi
avatar

Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Io un punto in meno

Rispondi
avatar

Fabrizio Pagliardi

circa 9 anni fa - Link

al 2003 che cinque punti meno.

Rispondi

Giacomo Pevere

circa 9 anni fa - Link

Sul 2003 son daccordo, inferiore al 2002 anche perchè, cosa più unica che rara, è uscito prima il 2003 e l'anno dopo il 2002

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.