“Cervaro della Sala è il vino bianco più longevo del mondo”, parola di Renzo Cotarella

di Alessandro Morichetti

Renzo Cotarella – direttore generale delle tenute Antinori in Italia e nel mondo – è uomo cordiale, di spiccata vivacità intellettuale e rara competenza. Ama le sfide e l’assaggio di un Cervaro della Sala 1987, proprio all’interno del Castello della Sala, gli ha suggerito le parole che leggete nel titolo. A dirla tutta, le annate che preferisce del suo vino-figlio prediletto sono 1986, 1989, 1990, 1994, 2001 e 2005. Il più borgognone – almeno negli intenti – degli chardonnay italiani affinati in legno (con un 15% di grechetto) ci ha stupito. Non tanto per l’ampiezza olfattiva quanto per una tenuta gustativa entusiasmante.

Cervaro-della-Sala

Cervaro della Sala è il vino bianco più longevo del mondo.
La verticale di Cervaro è una delle esperienze più belle che si possano fare.

Colore quasi indistinguibile dall’annata 2007 affiancatagli, paglierino carico e vivace, naso burroso, tropicale, maturo ma dinamico, bocca piena, contrastata, saporita, perfettamente equilibrata, continua e affatto appesantita dagli anni. Un vino coerente, solido, granitico ma compiacente. Alla cieca, impossibile intuirne il decennio, certamente non il millesimo. Vera prova di endurance, condizioni di tenuta impeccabili che hanno portato alle parole di Cotarella, sorta di figlio mancato del Marchese Piero Antinori – padre di Albiera, Allegra e Alessia.

Il Cervaro nasce come risposta italiana ai Corton-Charlemagne di Francia. Obiettivo raggiunto, buon motivo per alzare l’asticella: prossima tappa, essere il vino bianco più longevo del mondo. Certo, il dottore Cotarella – come lo chiamano affettuosamente i collaboratori – è un vero “mostro” del vino e sa di cosa parla. Ma davvero il Cervaro della Sala può avere certe ambizioni, alla faccia di Chablis e riesling tra Mosella e Alsazia? Forse, la risposta è solo questione di tempo.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

9 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Gustativamente non è tra i miei vini preferiti ma ne riconosco la grandezza. Quanto alla longevità non mi azzarderei a fare previsioni quando ci si confronta con i mostri sacri di borgogna e mosella; la brutta figura è sempre dietro l'angolo

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Angelo Di Costanzo

circa 10 anni fa - Link

Beh, quello bevuto (assieme con Alessandro che ha ispirato questo post) non avrebbe certo sfigurato in una wine list borgognona, poi, di qui a dire se possa arrivare a livelli di certi Corton ce ne vuole, ma la verticalità olfattiva offerta dall'87 è stata notevole, e parliamo certamente di una annata minore, secondo Renzo Cotarella.

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Alessandra Deiana

circa 10 anni fa - Link

Sulla qualità non si discute...ma definirlo il bianco più longevo del mondo...ho qualche dubbio...avete mai sentito le Malvasie di Borgo del Tiglio??..io si...ed anche se non hanno lo stesso peso in termini di importanza di Brand...beh..per qualità credo( almeno per il mio tasting fino ad oggi..)non abbiano eguali...;)

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dansan

circa 10 anni fa - Link

Il signor Cotarella credo che curi le proprie dichiarazioni alla stregua di come cura i suoi vini, probabilmente però non considera un vino bianco la Vernaccia di Contini (tra il '74 e l'86 fanno venire i brividi), oppure un De Bartoli ventennale, oppure un Soave Bertani '87. Chissà con quali criteri s'affermano certe cose (?!). buon pomeriggio

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

In cantina ho una vernaccia di Panizzi del 1841; all'epoca ne comprai un cartone. Ne apro una ogni 30 anni, ed è sempre lì, direi ancora non pronta! Tanto vince chi la spara più grossa, vero? Fatemi sapere come mi piazzo! ;-)

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Mauro Mattei

circa 10 anni fa - Link

secondo me sei sul podio ;-)

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Daniele Sala

circa 10 anni fa - Link

A volte compro bottiglie di vino da 30/35 euro e mi dico che ne avrei spesi anche il doppio per l'emozione gustativa che mi hanno regalato.....altre volte spendo 30/35 euro e mi dico che, pur di fronte a buona qualità, non li rispenderei più per quel vino. Nel caso del Cervaro della Sala ho avuto questa seconda impressione. Sicuramente elegante, sicurmente di livello....ma le enormi aspettative che mi ero creato per il suo blasone hanno finito per lasciarmi un attimo perprlesso. Ci sono altri vini bianchi italiani molto meno griffati.....ma che sono dei veri e proprio "cavalli di razza"!!!

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