Cap Corse e la freschezza dei vermentino di Corsica

di Jacopo Cossater

Se è vero che a Patrimonio, vicino Saint-Florent, si trovano alcuni dei più interessanti vini corsi (Antoine Arena, Domaine Gentile, Domaine Leccia, Clos Bernardi, Domaine Cordoliani tra i più rappresentativi), è anche vero che proprio dall’altro lato della montagna, quello che guarda  l’Italia, a Cap Corse, si trovano alcuni vini bianchi di grande interesse. Parola d’ordine: vermentino.

I panorami, se possibile, sono ancora più belli, più selvaggi. Le rocce a tratti sembrano tuffarsi nel mare e, in alcuni casi, i vigneti sono a pochi metri dall’acqua. Uno spettacolo difficile da trovare altrove. E poi le spiagge, contorno capace di impreziosire – e non poco- una giornata di visite alle poche cantine della zona.

Volendo tracciare un possibile itinerario, magari partendo proprio da Bastia, la prima cantina che si incontra sulla strada, a Santa Severa di Luri, è quella di Domaine Pieretti. Grande e storico nome della viticultura corsa è forse quello i cui vini sono più facili da trovare, capillarmente distribuiti un po’ su tutta l’isola. Il suo vermentino introduce perfettamente le peculiarità tipiche di questa zona: sapidità e freschezza a scapito di struttura ed alcool. Grande bevibilità per un bicchiere anche minerale senza mai essere aggressivo. Forse appena didattico ma di sicuro fascino.

Più a nord, proprio dietro il porto di Macinaggio, si nasconde Clos Nicrosi. Lo dico subito: la sua “Cuvée Toussaint Luigi” è uno dei vini che più mi hanno entusiasmato non solo nella zona. Un vino dal rapporto tra spesa e successiva felicità quasi commovente, in cantina si aggira sui dieci euro. Un vino teso, completo, caratterizzato da uno spettro olfattivo capace di coniugare il frutto ad una grande freschezza. In bocca stupisce per mineralità e per succo prima di una chiusura impeccabile, lunga e trascinante, mai stanca.

Un po’ più su, ma all’interno, a Rogliano, si trova Domaine de Gioielli. Un produttore molto tradizionale nell’approccio alla vinificazione la cui gamma spazia dal vermentino al moscato, dal grenache all’aleatico. Tutti da non mancare aggiungerei. Il vermentino è il più ricco dei tre precedenti nonostante la capacità, in bocca, di mantenere un carattere quasi austero, in particolare per freschezza.

Volendo poi proseguire sulla strada che porta verso la punta del cosiddetto “dito” l’unica soluzione possibile a questo punto sembra essere quella di un bagno. La spiaggia quella di Barcaggio. Ancora? Si, un aperitivo a Port de Centuri. Poi però la giornata ha dato abbastanza, è certo.

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, per motivi diversi ha un debole per NYC e per Stoccolma ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Su Intravino dal 2009.

2 Commenti

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 8 anni fa - Link

Jacopo, mi hai messo una voglia di tornare in Corsica che neanche immagini !!! Posti belli e post bello !! Ric

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