Anteprime toscane 2011 | Il Brunello di Montalcino 2006

di Andrea Gori

Da Bergamo alla Korea, il Brunello di Montalcino attira assaggiatori da tutto il mondo nel degustificio© più ganzo della terra. Veniamo agli assaggi di Benvenuto Brunello 2011. Il millesimo 2006 non è assolutamente l’annata del secolo che molti avevano preventivato, forse perché bisognosi di attenzione.  A noi pare senz’altro interessante e con alcuni Brunello che svettano davvero anche se per molti il giudizio è da rimandare più in là quando saranno un poco più pronti. Specialmente la serie delle “selezioni” contiene delle chicche impressionanti (Mastrojanni Schiena D’Asino, Marroneto Madonna delle Grazie) ma sono soprattutto le zone più fresche a beneficiare del millesimo con vini elegantissimi, belle prospettive di evoluzione ma anche una prontezza di beva da tavola più coinvolgente del solito (i Canalicchi in grande spolvero, ad esempio). Maggiori  difficoltà nelle zone calde a sud e verso Grosseto, con surmaturazioni e qualche nota più cotta del solito. Tannino bello e acidità medio-elevate mostrano un sangiovese in buona salute e tanti produttori riconvertiti alla causa dello stile classico ad ogni costo.

Qualche nome nuovo, belle conferme, piccole realtà che eccellono e una panoramica molto ampia con produttori che si ributtano nella mischia del tendone dell’anteprima, stavolta molto confortevole con servizio ottimo e all’altezza, buffet di livello nel palazzo Arcivescovile, wi-fi, prese elettriche e luce perfetta.

Brunello di Montalcino 2006

Querce Bettina Incenso e mirto, frutta di bosco, bocca delicata bel tannino soffice. 89
Quercecchio Naso calmo un po’ evoluto, bocca ispida ma croccante, finale non lunghissimo. 75
Renieri Intenso speziato un po’ tra cardamomo menta e visciola, leggermente dolce, bocca ben contrastata, finale un po’ amarognolo ma attendiamolo. 82
Salvioni Ampio floreale glicine iris e macchia mediterranea, dolce ma non troppo di lamponi e fragola poi anche cuoio, bocca dal tannino incalzante ma freschezza seducente. 91
San Filippo Fresco solare quadro di fiori secchi e ciliegia sotto spirito, bocca classica, perfetto da tavola. 88
San Lorenzo Naso d’impostazione classica e felice, erbe aromatiche, ginepro, frutta sotto spirito, bocca composta e puntuta, finale di resina e lampone, bella beva. 90
Piancornello Caleidoscopico di fiori, frutta rossa matura e spezie orientali, bocca levigata dolce ma dal tannino ben presente, grandissimo. 93
Pietroso Molto classico e un filo austero, floreale passito, viola, bocca croccante da aspettare ma la stoffa c’è. 88
Pinino Appuntito ed etereo, ampio di mirto e liquirizia, bocca delicata, finale ammandorlato. 84
Piombaia Incenso e note di pepe rosa molto penetranti, china intensa e cedro, bocca indietro come evoluzione ma profonda. 87
Podere Brizio Roberto Bellini Lezioso e profondo al naso, frutta sotto spirito e alloro, bocca frizzante, finale speziato. 88
Poggio Antico Sandalo, cedro, scorza d’arancio e amarena, molto deciso e dolce come nel suo stile, bocca dinamica ed equilibrata ma rinuncia alla piacioneria completa. 86
Marchesato degli Aleramici Suadente e appena ruffiano ma molto ben disposto tra fiori frutta e spezie, bocca non pulitissima ma coerente al naso. 88
Mastrojanni Naso di bacche, liquirizia e note mentolate, Bocca stupenda, vecchio stile ma morbida croccante appassionante, vitalità che impressiona. 93
Mastrojanni Schiena d’Asino Naso capolavoro con mirto e resina che si intersecano a frutta di bosco, ribes rosso e nero con note pepate, bocca giovanissima ma che già scandisce i tempi di una bevuta succulenta e appagante. 97
Matè Leggero fumé e nota legnosa calda, sandalo e bergamotto, bocca personale, dolce con rimandi di lampone e ribes rosso, finale di caramella inglese, non per tradizionalisti. 88
Mocali Caramella inglese, glicine, viola essiccata, incenso, boero, bocca meno sontuosa ma pronta e fresca. 85
Pacenti Franco Canalicchio Naso bellissimo di una eleganza d’altri tempi, visciola e note balsamiche, pepato e alloro, bocca carnosa, sugosa e fruttata, finale sapidissimo. 90
Pian delle Vigne Chinotto e frutta di bosco dolce, filo di selvatico, nota di arancio, bocca non lunghissima, asciutto e diretto, meno piacione di altri anni. 84
La Togata Incenso e orzo, naso classico non dolce ma ricco, bocca bella dinamica, bel finale sapido tra erbe officinali e frutta matura. 87
Lambardi Naso classico di frutta sotto spirito e floreale passito, austero e poco accattivante, bocca ancora da affinare ma si sente ricca sapida e dal bel potenziale. 85
Le Chiuse Naso molto dark e umorale, ematico, cuoio e liquirizia, sandalo e note di mirto, bocca molto interessante, bel finale salino e boscoso. 90
Le Macioche Dolce ma non stucchevole, naso tra i più incantevoli in circolazione, visciola, china, ma anche tanta spezia, artemisia, pepe rosa, macchia mediterranea, alloro, bocca millimetrica e cangiante. 94
Le Ragnaie Naso molto bello, elegante e balsamico, anice e menta, in bocca si pensa a più corpo ma ha una beva notevole. 88
Lisini Solita consueta stoffa che si tramuta in ricami speziati e frutta piena e carnosa, classica di annata calda ma bocca sapida e croccante, beva straordinaria. 90
Il Poggione Consueta classe anche se nota calda presente, frutta matura e spezia, bocca molto fresca e contrastata, molto serrato ma da aspettare qualche mese. 84
La Gerla Mazzo di fiori dal ciclamino alla viola con irisi e glicine, poi anche lampone e ribes rosso, bocca più maschile con nota appena legnosa. 84
La Magia Appena nota umami al naso,sottobosco, sottaceto, bocca molto meglio ma non profondissima. 75
La Mannella Croccante di menta e liquirizia e amarena, bocca non del tutto risolta. 79
La Poderina Ricco e intenso, floreale e cassis e nota legnosa, bocca corposa non compostissima ma sorretta da buona sapidità. 84
La Rasina Naso stupendo penetrante balsamico, cardamomo, bocca dinamica e carica senza essere pesante, struttura impressionante, beva completa. 91
Fuligni Ricco polposo di frutta rossa matura tra lampone fragola e ribes rosso, note minerali che escono, bocca straordinaria per materia ed equilibro. 92
Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto Artemisia, anice e mirto, frutta sotto spirito, molto misurato, bocca saporita, dinamica, finale rinfrescante. 87
Il Colle Fine ed elegante, caramella inglese e timo, bacche selvatiche, bocca classica ma molto dissetante, bel finale fruttato. 88
Il Marroneto Appena un filo di tostato, uvetta e ramerino, bocca fresca e molto tagliente ma finale profondo e balsamico. 85
Il Marroneto Madonna delle Grazie Sontuoso e carnoso, grazia e profondità, afflati orientali e frutta sotto spirito, poi rosmarino e siepe in fiore, bocca dalle grandi soddisfazioni profonda e che rimane sempre precisa, mineralità impressionante. 96
Il Paradiso di Frassina Sinfonico e completo, arioso stile Mozart (è o non è cullato dalle note della musica?) nota speziata intensa, frutta sotto spirito, mirto e note mediterranee, bocca appagante, dolce e quasi morbida, acidità forse un po’ bassa ma da bere adesso è perfetto (ma non per gli amanti del classicismo brunelliano). 88
Il Paradiso di Manfredi Naso reticente ma si apre piano a note di fiori secchi e di sacristia, bocca molto arcigna da attendere. 85
Corte Pavone Naso bio con leggera volatile ma ricco di rimandi floreali e al sottobosco, balsamico commovente, bocca integra e serrata, appena aspro ma vivace e dal finale aromatico. 88
Cupano Appena mielato di castagno, poi resine e ambra, mirra, finocchio, caffè, bocca piena ma non rotonda, bella la freschezza e la grande complessità che esplode in bocca ma non per amanti dello stile classico. 92
Donatella Cinelli Colombini Tostature intriganti al naso, poi fieno e paglia secca e frutta sotto spirito, bocca non completissima ma piacevole. 84
Fanti Nota dolce di cassis e confettura di more e prugna, incenso, erica e siepe fiorita, bocca sapida arrotondata non lunghissima. 85
Fornacina Esile ma intrigante e femminile, fiori secchi e cimiteriale appena, boero, alloro, bocca appuntita e fresca. 84
Fossacolle Lavanda, sambuco e finocchio selvatico, appena di melograno, bocca molto interessante, fresca e profonda, ritmata da un tannino ben estratto. 86 (attenzione, molte bottiglie diverse in giro…)
Scopone Ambra e un filo di segatura, caramella inglese , bocca semplice ma pulita, tannino gentile. 83
Sesta di Sopra Ricco e carnoso, lampone e prugna, bocca decisa molto minerale che stempera il corpo e la dolcezza. 88
Sesti Etereo e cangiante, mallo di noce e menta, poi visciola e timo, bocca precisa, bel tannino croccante (ogni tanto bisogna dirlo) e appassionante. 91
Siro Pacenti Naso composto, elegante, glicine e iris, bocca snella, pepata appena, sapida, asciuttissima, finale etereo, 90
Talenti Filo di cottura al naso, umbratile e di confettura di more di rovo, chinotto e cardamomo, bocca piena molto ben risolta, dissetante, tannino molto arrotondato ma ben presente. 87
Tenimenti Angelini Naso reticente tra floreale di viola e amarena, classico, bocca asciutta pulitissima senza eccessi ma efficace con punta amarognola e rimandi a fragola e mirtillo. 85
Tenuta Croce di Mezzo Delicato e floreale di campo, sapidino e bei tannino scolpiti, leggero ma molto pulito. 86
Tenuta di Sesta Fumè un po’ coprente, nocciole e mallo di noce, amarene, bocca non lunghissima. 82
Tenuta Greppone de’ Mazzi Naso di visciole e un filo di frutta surmatura, bocca dalla trama tannica imponente ma reso molto bevibile da un bell’equilibrio tra corpo e acidità. 86
Tenuta La Fuga Melograno e fiori di sambuco, durone maturo, bocca un po’ leziosa ma completa, finale appena amaricante ma con bei ritorni. 86
Tenuta Le Potazzine Solare e caldo, prato in estate, sottobosco mediterraneo, ferroso, un filo di arancio candito, in bocca ha la dolcezza straordinaria del grande sangiovese di Montalcino, acidità e tannino tipici, bel vino. 91
Tenuta Oliveto Cupo e oscuro, mora e mirtillo e pepe nero, peperone, un po’ di surmaturazione, bocca con un che di grigliato, finale maturo. 78
Tenuta Vitanza Naso quieto, armonico e balsamico, bocca classica, bel finale agrumato. 82
Tenute Silvio Nardi Elegante pulito con note di resina e ambra, mallo di noce e lampone in confettura, bocca croccantissima, quasi pronta, tannino vispo, finale arancio e china. 85
Tiezzi Appena surmaturo, tostato e caffè, prugna, bocca con tannino un po’ pungente, mineralità accesa. 81
Uccelliera Nota d’arancio, di ciliegie e di china, rabarbaro e timo, profonda e dinamica, arioso, deciso. 92
Vasco Sassetti Croccante dolce di menta e fruttino zuegg, bocca piena, non del tutto maturo in bocca. 77
Villa A Tolli Sali balsamici, afflati minerali e frutta candita, filo austero e amarognolo. 78
Villa Poggio Salvi Canfora e mentolo, filo di sottaceto, bocca semplice ma dissetante. 79
Agostina Pieri Naso bellissimo sfaccettato e appassionante di mora, gelsomino, mirto e note più fresche di glicine e viola, bocca un filo calda ma molto equilibrata, persistente. 89
Agricola Centolani Nota mentovata, poi mirto e timo, miele di castagno, bocca meno soffice e gentile. 78
Donna Olga Molto femminile e floreale, bergamotto e paprika, spuma bionda, sandalo, bocca semplice ma coerente al naso, intrigante. 86
Altesino Nota grigliata e di rosmarino, oliva, siepe d’alloro, anice, bocca più fruttata con rimandi aromatici, tannino notevole. 88
Argiano Profondo e intenso, parte subito tra eucalipto e lampone per poi andare verso miele di castagno e pepe rosa, bocca di buona fattura, croccante ma non lunghissima. 85
Banfi Floreale secco, viola e glicine, speziato appena, bocca misurata non profondissima ma schietta. 86
Barbi Naso un filo austero ma molto tipico, iris e viola passita, frutta sotto spirito, bocca contrastata bene, esce molto fresco e da tavola 81
BelPoggio Molto legno e frutta sottolineata scura e in confettura, mirra, bocca molto ricca, tannino ben estratto, bello fruttato ma lontano dai classici ilcinesi. 82
Brunelli Naso non piacevolissimo, sottaceti e fieno secco, poi si apre bene su fiori e confettura di fragola, bocca semplice. 80
Camigliano Polveroso appena e molto lezioso, ebanisteria, bergamotto, mirra, cedro, bocca dal bell’estratto, finale appena amaricante non lunghissimo. 83
Campogiovanni China, aghi di pino e filo di macchia mediterranea, balsamico di incenso e ribes rosso e nero, bocca piena carnosa con un bel frutto di ciliegia e lampone, finale fresco. 90
Canalicchio di Sopra Appuntito e diretto, classico grande sangiovese di razza, prugna e frutta sotto spirito, cardamomo, bocca di una piacevolezza superiore, bella croccante e con finale aggrumato. 91
Cantina Montalcino Etereo e minerale, prugna e ciliegia sotto spirito, bocca un filo verde ma con finale piacevole 77
Capanna Anice e liquirizia, tabacco e cuoio, bella bocca vispa e tipica, nota di bergamotto nel finale lo rende più prezioso. 92
Caparzo Macchia mediterranea e note balsamiche, quasi un cassis nel fruttato, bocca sapida con buona persistenza 87
Casanuova delle Cerbaie Naso molto fine e sfaccettato con rimandi di viola e glicine ma anche speziatura leggera, boero, nota ferrosa, in bocca ha un gran tannino e finale piacevole. 88
Castelgiocondo Molto accattivante, cassis e confettura di ribes, sandalo e tabacco, bocca dolce sapida ma con tannino non molto presente. 80

San Polo Un filo di austerità, bel floreale allegro, bocca bella ed equilibrata, finale tra mandorla e ribes rosso 89
Caprili Ricco e speziato, incenso e camemoro, ribes rosso, lavanda e erbe officinali, bello ricco e finale di frutti rossi ciliegia lampone e fragola, bel tannino vivace 88

Luce della Vite Non sappiamo se per qualcuno possa valere 100 punti ma di sicuro fa di tutto per impressionare con un naso tostato e caldo, maturo di ciliegia e mora, nota di prugna e spezie fini, bocca tostata dove il frutto fa un po’ fatica ad emergere, finale molto lungo e pepato, un filo di asciugatura lo penalizza  89
Castello di Velona Etereo e molto spinto in mentolo e sensazioni balsamiche e di erbe aromatiche, bocca di buona polpa e sapidità, 84
Castello Romitorio Naso molto carino, ben fatto con note di poutpourry floreale, arancio e mora, bocca un po’ asciugante ma persistente, 86
Castello Tricerchi Agrumato e nota di sandalo mista a visciola e amarena fabbri, elegante e bel portamento, tannino incalzante che cattura,  bella freschezza 86

Castiglion del Bosco Molto caldo e floreale, odori di macchia mediterranea, cappero e mirto, in bocca è dolce e un po’ ruffiano ma è meno asciugato del solito 84
Castiglion del Bosco Campo del Drago Molto tostato, cioccolato, caffè, limatura di ferro, ribes nero e mirtillo, al gusto ha una bella freschezza ma tannino legnoso che disturba un poco 83
Ciacci Piccolomini d’Aragona Molto intenso al naso, classico stile un poco austero di incenso e frutta sottospirito, in bocca è gustoso sapido e molto equilibrato per la tavola con tanto di retrogusto arancio e tabacco 88
Ciacci Piccolomini Pianrosso Naso un po’ ritroso e molto sulle sue ma quello che esce è molto elegante nobile e ricercato, scorza d’arancio, mallo di noce e sandalo, in bocca ha spessore e succo 89
Col d’Orcia Molto floreale e dolce, note di lamponi sotto spirito, artemisia e aneto, lecca lecca alla fragola, bocca misurata con acidità un po’ incalzante, bel finale agrumato 85
Collelceto Stupendo il naso per come combina frutto caldo e speziato scuro e maschile, bocca sapida con frutta di bosco che torna a tratti, tannino ben presente 87
Donatella Cinelli Colombini Prime Donne Acqua di colonia, aneto, rosmarino e mon cheti, bocca molto suadente con note di lacca, frutta sotto spirito e gelsomino che si alternano, struttura importane m bell’equilibrio complessivo 88
San Filippo Le Lucere Naso cangiante tra mirto liquirizia e torta Pistocchi all’arancio, nota pepata e di rosmarino, bocca molto composta compatta con tannino ottimo e ben delineato, acidità e serbevolezza, 92
San Polino Vibrante e autentico, minerale e floreale, zona classica e buona riuscita aranciata, finale sapido, di fragola e humus autunnale, 90
La Lecciaia Vigna Manapetra Cotognata e mirra, poi amarena, in bocca è meno imponente, con buona sapidità, tannino da arrotarsi con calma 86
La Mannella I Poggiarelli Tostatura un po’ in evidenza inizialmente, poi radice di liquirizia, bocca notevole, giovanissima ma non gli manca nulla 90
La Togata dei Togati Un po’ imponente e arrogante sulle prime, però poi esce con note di vetiver muschio e piccoli frutti rossi molto interessanti, 86
Mocali La Vigna delle Raunate Ampio e floreale, viola e lavanda, arancia sanguinella, caramella inglese, bocca delicata e in punta di piedi, finale sapido 88
Tenute Silvio Nardi Manachiara Sempre molto raccolto e timoroso ma quello che rilascia è grazia pura, specie in bocca si sente la grande stoffa di cui è fatto, da aspettare ma grande espressione di territorio sussurrato 90
Tiezzi Vigna Soccorso Calcareo e quasi marino, bel floreale caldo e frutta sotto spirito, bocca un po’ arcigna ma piacevole fragola nel finale 87
Altesino Montosoli Molto minerale già dal naso quasi di salsedine, lieve nota di oliva e pomodoro poi apre a corteccia di liquirizia, bocca meno presente e da affinarsi, un po’ compressa 84
Caparzo La Casa Bel naso che colpisce non solo per frutto pieno ma per corredo speziato e note tostate accennate senza esagerazioni, bocca arcigna ma materia interessante da seguire e attendere 90
Banfi Poggio Alle Mura Un po’ reticente al naso ma d’impronta classicheggiante, bocca saporita, di fragola e ribes rosso con finale di tabacco molto persistente 91
Barbi Vigna del Fiore Cotognata e pepe rosa, cardamomo e piuttosto nobile fino a incenso e mirra, bocca ancora da dispiegarsi ma bello il bagaglio di acidità e tannino 92

Ed ora il parere di un grande wine writer come il Master of Wine Tim Atkin

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

55 Commenti

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Et voilà, mentre la degustazione orgasmica continua a consumarsi e in attesa di una seconda manche domani, più una terza e quarta domenica e lunedì, mi permetto qualche commento aggiuntivo. Sul giudizio di Andrea Gori niente da dire, il ragazzo é un fenomeno, in tutti i sensi. Parentesi: largo ai giovani degustatori come lui, forse non hanno l'esperienza di qualcuno con più anni di degustazione alle spalle e più scafato nell'indovinare l'evoluzione futura di vini come il Sangiovese, ma ha una serietà nell'approccio ed una dedizione come pochi. Tim Atkin lo conosco da tempo e l'ho salutato volentieri. E' una vecchia volpe anglosassone, che non si sbilancia troppo. Nell'intervista é palese, ma quello che importa é che fosse presente e ben disposto per un'annata come il 2006. Infine il Brunello. La tendenza già presente nel 2005 ha mostrato un ritorno a quello che era il Sangiovese tanti anni fa. Questo é un po' spiazzante per chi si é abituato ad assaggiarlo, diciamo, negli ultimi quindici anni. Molti produttori hanno fatto salti mortali per preparare un vino già pronto per questa degustazione "anteprima", a volte hanno saltato troppo e si notano vini anche troppo avanti nell'evoluzione. Poi ci sono vini slegati, nè carne né pesce, ma questo non é detto che sia un male. Per molti basterà qualche mese in bottiglia per integrare degli aspetti che ora risultano ostici. In altri il naso promette qualcosa che in bocca non viene confermato. Ci sono difetti causati per la troppa fretta. Nota positiva: non ho notato la pesantezza che preannuncia una morte precoce del vino, come mi era capitato in passato. Nel bene e nel male in gran parte sono cavalli scalpitanti, qualcuno é già balzato in avanti, altri hanno bisogno di carburare ancora un po'. Cercherò una conferma i prossimi giorni, ma una cosa mi sento di dire: gran parte dei vini assaggiati oggi saranno diversi già al Vinitaly e ancora di più quando saranno in vendita per i normali consumatori.

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

gran parte dei vini assaggiati oggi saranno diversi già al Vinitaly e ancora di più quando saranno in vendita .. perchè saranno "evoluti"? ;-)

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

No, perché saranno più integrati e assestati. Un vecchio detto recita "brutta in fasce, bella in piazza". Lo sforzo che ho notato in molti dei Brunelli assaggiati oggi é proprio quello di arrivare in piazza mentre si é ancora in fasce. Le regole promozionali e commerciali del mondo del vino richiedono queste anteprime, ma le stesse possono essere fuorvianti. Personalmente premio chi ha preferito presentarsi con un vino ancora slegato oppure apparentemente già troppo evoluto ma privo di quell'eleganza che ha bisogno di tempo per svilupparsi, piuttosto di quei vini già completi e perfetti. Se un Brunello é sincero, ma non solo il Brunello, ha nei primi 6 mesi di bottiglia uno scatto in avanti un poco scomposto. I successivi 12-18 mesi sono necessari per trovare una definizione più equilibrata per poi proseguire con un lento affinamento che può durare anni e ad ogni passaggio procurare piaceri diversi. Ma sono i primi 6 mesi quelli cruciali e anche i più difficili da inquadrare.

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kenray

circa 7 anni fa - Link

Naso cangiante tra mirto liquirizia e torta pistacchi all’arancio, nota pepata e di rosmarino bocca saporita, di fragola e ribes rosso con finale di tabacco molto floreale e dolce, note di lamponi sotto spirito, artemisia e aneto, lecca lecca alla fragola ecco tre vini descritti da "the hulk" andrea gori. in apparenza sembrano tre vini totalmente differenti.. magari un piemontese un siculo o un toscano invece no! tucc brunell sfido chiunque di voi a descriverli allo stesso modo con la stessa classe ed eleganza. siete dei dilettanti.

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Kalyn

circa 7 anni fa - Link

I'm impressed! You've managed the almost iposmsible.

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Luciano Ciolfi

circa 7 anni fa - Link

Bravo Andrea, puntuale, preciso e chiaro felice che le nuove location siano all'altezza e contento anche della prestazione del mio Brunello, specie se considero un solo punto di distacco dal grande Salvioni e alla pari di Siro Pacenti e Lisini

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Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Bravo te, Luciano. Bravissimo, anzi. Ci sono anche "cartellini" più generosi con il tuo 2006, anche rapportandolo a questi ed altri mostri sacri. Grande bottiglia.

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Andrea Petrini

circa 7 anni fa - Link

Grande Luciano, al Percori di Vino Wine Fest il tuo 2006 mi ha folgorato. Quando diventerai un grandissimo ricordati di me :)

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Luciano Ciolfi

circa 7 anni fa - Link

grazie. grazie, grazie, grazie...........

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Riccardo Campinoti

circa 7 anni fa - Link

Appena assaggiato a pranzo. In questi giorni non ce l'avevo fatta a sentirlo, sara' che l'ho potuto assaggiare con calma, ma a me e' sembrato uno dei brunelli piu' convincenti dell'annata. Bravo Luciano!!

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Luciano Ciolfi

circa 7 anni fa - Link

grazie Riccardo, io ancora non ho assaggiato il tuo, ma ne stanno parlando bene rimedierò appena possibile

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kenray

circa 7 anni fa - Link

di sta roba qua in cantina ne ho ancora una bella scorta ho diversi produttori citati (banfi in testa) roba del 1998 e 1999 per intenderci. quando apro una bottiglia di brunello per fare il figo e per far vedere che, si, sono un pippone ma che metto in tavola roba d'elite il più delle volte ricevo commenti del tipo "buono però possiamo bere vino meno impegnativo?" che tradotto vuol dire "apri un bel rosso meno griffato, ma che sia un rosso bevibile". ecco il brunello ha rotto i maroni a tutti, dalle mie parti. non ve ne fregarà una cippa ma volevo condividere. (comunque al vinitly assaggerò la nuova nidiata di fenomeni toscani e vi saprò dire) addendum andrea gori tu non se un umano

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Leone

circa 7 anni fa - Link

Finchè c'hai Banfi in cantina di Brunello non dovresti parlare... (e immagino gli altri che c'hai)...Ma che te lo dico a fare ! ;)

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francesca ciancio

circa 7 anni fa - Link

e io che ho dovuto rinunciare a tutto questo. e perchè poi? bocca mia stai zitta! concordo con NN: spazio ai (non più) giovani! Potrebbe esserci meno competenza, ma cavolo ragazzi che passione!

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Già, perché Francesca? Cos'é questa cospirazione che non ti fa mai partecipe della parte migliore di questo lavoro, cioé delle degustazioni in luoghi bellissimi in cui si viene ospitati, nutriti e accuditi? Tomax, perché Gori sì e Ciancio no? Il Morricchia lasciamolo perdere nel suo mare di birra, ma la Francesca non meriterebbe un po' di più, considerando come la sua femminile presenza ingentilisca quella specie di caserma che é a volte Intravino?

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antonio tomacelli

circa 7 anni fa - Link

La direzione declina ogni responsabilità :-) Aggiungici che: Gori è in realtà l'ultimo ritrovato della robotica giapponese. Pensa che è capace di assaggiare/girarevideo/scattarefoto/scrivere/caricarefile tutto contemporaneamente e con una mano sola. Neanche il tempo di alzarsi dalla sedia e il post era già pubblicato. Lo abbiamo pagato un tot ma ne è valsa la pena :-)

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francesca ciancio

circa 7 anni fa - Link

aggiungo comunque che al chianti classico sono andata poco sotto i 100 vini degustati nella giornata di martedì.....e c'ho pure tutte le descrizioni. E' una minaccia!

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Confermo sul robot, aggiungo che é anche molto carino e che, sì si é alzato dalla sedia per salutarmi dopo avermi lanciato un'occhiata del tipo "Ma tu chi sei?". Mi ha concesso un paio di minuti intensi e poi é tornato diligente al suo lavoro. Amo questi giovani, sono il nostro futuro, anche nel vino.

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antonio tomacelli

circa 7 anni fa - Link

Domanda: che ci facevi a Montalcino? ;-)

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francesca ciancio

circa 7 anni fa - Link

no no. questa volta i miei amici blogger non c'entrano. altri kapò mi strapparono via dalla terra toscana.

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Montosoli

circa 7 anni fa - Link

Qualcuno ha degustato Pian delle Querci ?

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Io, Io! Calma, il mio giudizio é da due di coppe, soprattutto il sabato pomeriggio. Però ti voglio dire che mi é piaciuto molto, ho un personale penchant per la collina di Montosoli e per come in annate felici si riesca a produrre in questa zona un Brunello che ha le caratteristiche di eleganza, finezza e persistenza degne della denominazione. Cercherò di assaggiarlo anche in futuro, quando l'annata sarà più assestata, ma per ora complimenti.

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Francesco Annibali

circa 7 anni fa - Link

In effetti Fuligni, Capanna, Mastrojanni Schiena d'Asino, Canalicchio e soprattutto Salvioni 'un son miha da dare ai maiali.... Buon Pacenti ma glaciale, non concordo sulla bevibilità di Lisini. da Ciacci mi aspettavo d+ Non sei troppo alto coi punteggi?

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

pareva anche a me ma facendo un rapido conto, sopra i 90 non ce ne sono molti...forse tra gli 85 e i 90 son stato buono ma la qualità complessiva è certo superiore a 2004 e 2005

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

Quest'anno niente "benvenuto", un po' per impossibilità e un po' per delusioni preatte. Continuo a domandarmi a cosa serva una kermesse in cui assaggi dei vini che 6 mesi dopo sono mutati in maniera sospettosamente eccessiva. Quando posso preferisco il campione di botte. Sarà solo una mia impressione ma ricordo ancora alcuni campioni della 2004 che a parere di molti sembravano dei purosangue di razza e che ho sentito (intendo naso e palato) "cadere" meschinamente dopo nemmeno un anno di bottiglia. Sfortunatamente la cosa si ripete anche nelle kermesse degli altoblasonati piemontesi. Se continua così dovrò fingermi avventore, entrare in un'altra enoteca di nascosto e comprarmi le bottiglie che voglio assaggiare in anonimo.

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Infatti, la prova del nove é proprio la bevuta da bottiglie che si trovano sugli scaffali, mesi dopo le anteprime. Anche perché la differenza di prezzo ha il suo peso. Su Biondi Santi avrei milioni di cose da dire, resta comunque un termine di paragone fondamentale, non solo per la beva ottimale che, per un vino del Greppo che si rispetti, ha bisogno di qualche annetto, ma anche per la storia del vino italiano. Tutto questo ha un prezzo che ritengo moolto esagerato, rischiando a volte di trovarsi una bottiglia difettosa e per quelle cifre come minimo ti irrita.

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Davide Bonucci

circa 7 anni fa - Link

Condivido abbastanza, bisognerebbe sempre valutare le bottiglie su un arco di tempo piuttosto lungo, almeno un anno. Non certo nei 5', o meno, di un assaggio tecnico su un campione singolo. Queste manifestazioni hanno un chiaro scopo promozionale, non devono servire per un giudizio universale (che però è divertente fare, per passare meglio il tempo nelle interminabili sedute di degustazione).

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Davide Bonucci

circa 7 anni fa - Link

Passare da Osticcio, consiglio spassionato. Se non terminato, assaggiare perlomeno Biondi Santi 2006. Così rimettiamo tutti in fila e vediamo dove albergano le emozioni dilanianti chi è in grado di competere a quei livelli. Di certo non una sorpresa, ma quando si bevono queste "cose" cambia l'umore della giornata... :)

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

mi dicono grandi cose da Stella di Campalto Brunello 2006, un po' meno dagli altri...

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Bisogna dar tempo alle vigne di crescere. I tentativi ci sono, anche abbastanza ben riusciti, ma c'é anche tanta presunzione da parte della New Age Montalcinese. Il rischio di questi produttori, spesso in buona fede, é di rinchiudersi in un club privato per pochi adepti. A volte si dimentica che il vino si fa non solo per il proprio ego o per posizioni fondamentaliste, ma soprattuto per dividere il semplice piacere di una bottiglia con altri.

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corrado dottori

circa 7 anni fa - Link
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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

???

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Cristiano

circa 7 anni fa - Link

Quoto Nelle Nuvole.Aggiungerei che il vino si fa anche con lo scopo di vendere del vino (decente) e sperare di camparci (decentemente)!

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corrado dottori

circa 7 anni fa - Link

Chiedevo semplicemente un chiarimento rispetto al suo commento sulla "new age montalcinese" che trovo un poco eccessivo. Intendo dire: mi pare un processo alle intenzioni. Conosco alcune di queste persone e penso di poter affermare che certamente non fanno vino per il proprio ego (e anche se fosse?). Così come mi sembra fastidioso l'approccio, ormai dilagante, di richiamarsi al "fondamentalismo" ogni qual volta ci sia un pensiero eterodosso.

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Hai ragione Corrado, e scusami se ti do del tu, mi viene più facile dialogare nell'ambito del vino in questo modo diretto. La spinta a produrre vino sempre più rispettoso di quel dono meraviglioso che é la natura, di cui l'uomo si deve fare servitore e non dominatore, ha creato un "movimento" di avanguardia (o retroguaradia se si pensa come molto sia un ritorno alla tradizione di molti anni fa) che come tutte le avanguardie può spiazzare. In questa fase di messa a punto la tentazione di alcuni produttori a sentirsi depositari dell'unica verità può essere forte. Più volte su Intravino si é trattato l'argomento e ho letto molte voci discordanti. Per la mia esperienza personale, che é molto legata al territorio di Montalcino e al Sangiovese, posso dire che quando si lavora e rispetta la vigna e la peculiarità del vino che ne viene fuori non c'é bisogno di certificarsi come biologici o biodinamici. L'importante é seguire il vino nella sua evoluzione e favorirne il percorso senza interventi manipolatori. La scelta, a volte radicale, dell'agricoltura biologica o ancora di più biodinamica comporta pazienza. Ed é proprio questa che a volte manca, per l'ansia di comunicare il Verbo, con l'entusiasmo dei convertiti, ci si dimentica che una pianta come la vite ha bisogno di tempo per esprimere il meglio di sé. Inoltre la tentazione di considerarsi una realtà a sé stante, con pochi seguaci, é molto forte. Il dialogo invece é importante e anche il confronto. Se l'obiettivo comune é di portare sulla tavole una bottiglia che racconti un luogo, un territorio e una tipicità specifica, c'é spazio per scelte diverse. Il mio commento era relativo a una situazione che avverto a Montalcino, in cui o sei con me o contro di me. Ma io non sono tenutaria del Vangelo anzi mi piace la discussione. Ma non sono molti i produttori che ne approfittano. Tu sei uno dei pochi che non si tira indietro. Grazie al buon cuore di Fabbretti ho potuto assaggiare recentemente uno dei tuoi vini che ritengo un ottimo punto di riferimento per chi ne vuole sapere di più sull'argomento. A parte il fatto che la bottiglia si é svuotata rapidissimamente.

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Angelo Di Costanzo

circa 7 anni fa - Link

Scusami NN, ti riferisce per caso a Spa, Sangiovese per amico?

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Scusa per la risposta tardiva. Prima ho controllato SPA, all'inizio pensavo fosse una boutade, giuro. Questo ti da la misura della mia età e rincoglionimento. Comunque, sostanzialmente potrei dire di sì, mi riferisco anche ai produttori di SPA, che mi sembra abbiano questo atteggiamento di volersi completamente distaccare dalle politiche del Consorzio. Liberissimi di farlo, ma c'é modo e modo. Mi piacerebbe vedere a Montalcino, e ovunque nel mondo del vino, un confronto più diretto sulle diverse realtà produttive. Durante il Benvenuto Brunello ho assaggiato San Polino, Corte Paone, Cupano e Le Ripi. I vini erano molto diversi tra loro, ma stilisticamente avevano tutti un'impronta carratteriale "biodinamica" più o meno riuscita. Non credo sia facile per questi produttori confrontarsi così allo scoperto con la maggioranza degli altri Brunello convenzionali. Li stimo per aver scelto di farlo, stimo di meno chi ha preferito tenersi al di fuori. Comunque, ognuno é libero di presentare i vini come gli pare, questo é solo il mio parere. Mi dispiace che ci fossero degli assenti, non solo alcuni produttori biodinamici, dov'erano Costanti, Poggio di Sotto, Cerbaiona? Per non parlare di Biondi Santi e Soldera.

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Luca Cravanzola

circa 7 anni fa - Link

pareva anche a me ma facendo un rapido conto, sopra i 90 non ce ne sono molti…forse tra gli 85 e i 90 son stato buono ma la qualità complessiva è certo superiore a 2004 e 2005 Tralasciando per un attimo i punteggi... Questo commento è un fulmine a ciel sereno. Daccordo per il 2005 ma davvero pensa che la 2006 superi anche la 2004? Domando perchè dei BdM 2006 non ho avuto modo di degustare ancora nulla purtroppo...

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Donatella Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Grazie di aver apprezzato la nuova location di Benvenuto Brunello. Organizzare l'evento in edifici storici è stato un grosso azzardo e un grosso sforzo organizzativo ma sono contenta che sia stato capito e apprezzato. Il prossimo anno speriamo di disporre anche del secondo chiostro di Sant'Agostino in modo da ospitare anche tutti i produttori nello stesso edificio. Spero che lei abbia partecipato anche agli eventi che hanno avuto luogo al teatro di Montalcino durante Benvenuto Brunello. Siamo riusciti a convincere la RAI a dedicare al vino una puntata del programma "La Storia siamo noi" di Giovanni Minoli. E' il primo affresco storico su questo argomento da 30 anni a questa parte. E' stato proiettato in forma parziale e per la prima volta durante l'anteprima del Brunello. Trasmette la passione dei prduttori, mi ha commosso. Guardando le immagini si capisce come il lavoro di vignaiolo e di cantiniere affratelli la gente di campagna attraverso i decenni e le zone geografiche. Confrontarsi con il clima e con la natura insegna la tenacia, la pazienza, il coraggio. Fra qualche mese verrà tramesso in televissione e speriamo che tutti i telespettatori provino il mio stesso entusiasmo. Grazie ancora Donatella Cinelli Colombini

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Stefano

circa 7 anni fa - Link

Complimenti per la location, molto bella, ma, a mio avviso, inadeguata (Parlo per la domenica pomeriggio). Mancavano posti per poter scrivere o anche solo appoggiare il bicchiere. Ad un certo punto nel chiostro sembrava di essere sull'autobus all'ora di punta e nella saletta dove erano collocato Banfi e Barbi...era difficile respirare!! Comunque un grande evento cui ho potuto partecipare per la prima volta...Grazie!!

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Davide Bonucci

circa 7 anni fa - Link

Sul TG1 è passato adesso un servizio dal Benvenuto Brunello. Una critica devo farla: dare troppe stelle in annate problematiche (2010), toglie credito allo strumento delle stelle. La giornalista ha parlato di "critica unanime sull'annata 2006 da 5 stelle, grande annata"... non mi pare proprio di vedere questa unanimità, ho ascoltato vari giornalisti sul posto, tutti ugualmente scettici sulla disomogeneità della qualità. Non è che alla fine queste stelle possono diventare un boomerang? Se dai sempre 5 stelle alla fine non ci crede più nessuno...

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Andrea Petrini

circa 7 anni fa - Link

Inventeranno le 5 stelle +, poi le ++. Visto pure io il servizio, ogni anno uguale a se stesso.

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ag

circa 7 anni fa - Link

Presidente sarà questione di percentali: 3 stelle di Sangiovese più 2 stelle Merlot......

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davide bonucci

circa 7 anni fa - Link

Facciamo 4 stelle sangiovese + una merlot, non sia mai che ci debba essere gara ;)

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corrado dottori

circa 7 anni fa - Link

@Nelle Nuvole: ho letto un pò in ritardo i commenti... Che di fatto confermano quanto da me già esposto: premesso che ognuno è libero di stimare chi vuole, non vedo però alcuna ragione razionale o emozionale per cui si debba a prescindere "stimare meno" chi decide di tirarsi fuori rispetto alle attività dei Consorzi di Tutela. Che lo si faccia in modo critico (visto che i consorzi non sono enti immuni da errori) o solo per ragioni commerciali, credo che sia legittimo farlo. Che si debba essere liberi di poterlo fare. E che il giudizio e la stima debbano essere legati alla qualità del vino e non sul dove, come, quando esso venga promosso.

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Grazie della risposta. La mia critica non é sulla scelta, ma sul modo di porsi. Anzi, neanche una critica ma un'opinione. Come vedi, abbiamo confrontato le nostre idee. Io non voglio convincere nessuno, ma parlare di quello che non convince me sì.

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Silvana Biasutti

circa 7 anni fa - Link

Ma non potresti "cadere dalle nuvole"?, così sarebbe più immediato capire e magari condividere il 'perché' non ti convincono certe scelte (forse condizionate?). Magari la tua visione potrebbe essere a sua volta condizionata.

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Non mi convince il motivo del tenersi fuori dal confronto con gli altri produttori. Ripeto, ognuno é libero di muoversi e promuoversi e presentarsi come vuole, a me dispiace che alcune cantine non siano disponibili nel momento in cui c'é la più alta concentrazione di interesse nei confronti del Brunello. Lo stesso discorso vale per Biondi Santi, Soldera, Costanti Poggio di sotto, Cerbaiona. Questi sono miti che avrei assaggiato volentieri. La New Age (é un soprannome affettuoso, non derogativo) a Montalcino rappresenta una delle realtà più interessanti. L'età media dei proprietari e soprattutto delle aziende é bassa, c'é aria di gioventù e di rinnovamento, uno spirito d'avanguardia che mi piace. Allora perché non esserci ufficialmente tutti insieme, invece di presentarsi in parte e in parte rendersi disponibili solo "collateralmente", per cui chi potrebbe essere interessato rimane a bocca asciutta?

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Silvana Biasutti

circa 7 anni fa - Link

Forse la ragione delle assenze (più di sessanta? oltre ai nomi dei tre/quattro top) ha un'unica radice, sfumata ma profonda, che si chiama sfiducia nel 'momento ufficiale'; qualcosa che magari diventa polemica e insofferenza da parte di chi se lo può permettere; altrimenti, più umilmente, c'è consapevolezza di finire macinati da meccanismi diretti da chi ha ascendente su "i media che contano". Più tante altre sfumature di un 'sentiment' più diffuso di quanto si possa immaginare: le cose cambiano e le apparenze ingannano. Speriamo che non di New Age si tratti, ma di New Deal e che tu sia cirro e non cumulo-strato!

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corrado dottori

circa 7 anni fa - Link

Io credo che per alcuni il motivo sia esattamente lo stesso per cui ci si è allontanati dalla politica politicante (e parlo soprattutto della mia generazione): non c'è alcuno spazio per la critica, per l'alternativa, per il rinnovamento dentro le istituzioni ufficiali. Il nostro è un paese bloccato dove contano da decenni sempre i soliti noti, gli stessi centri di potere, i medesimi interessi politico-clientelari. I Consorzi di tutela oggi giorno sono questo. C'è chi si adegua, perché da lì passano i soldini per la promozione, e chi per mille ragioni prende una strada diversa. Conosco poco Montalcino, dunque pongo il discorso su un piano più generale. Ma credo che se ci sono aziende importanti che hanno "imbrogliato", queste dovrebbero star fuori dalle denominazioni per un pò. Penso che se un Consorzio ha sbagliato, i suoi organi dovrebbero essere azzerati. Penso che se si presenta una DOC importante ai giornalisti di tutto il mondo, bisognerebbe presentare vini che rappresentano quella DOC. Se tutto ciò non accade, per mille plausibili e legittime ragioni, non mi sento di criticare chi sta "fuori dal giro". Io apprezzo il suo tono Nelle Nuvole e la sua voglia di discutere senza preconcetti: però poi bisogna affondare i denti nella carne dei problemi.

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Grazie Silvana della risposta. New Age o New Deal non importa, a me piacciono le novità, quelle più valide sono sempre radicate nella parte migliore del passato. La curiosità nuvolosa a volte mi porta a fare domande che possono sembrare (e forse nel subconscio lo sono) polemiche. Però così almeno alla fine qualcuno risponde. A volte sono gonfia e scura come durante un temporale, a volte sfilacciata e appena visibile, nuvola e femmina mutevole.

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Silvana Biasutti

circa 7 anni fa - Link

Eh no! New Age buttato lì sa di esoterico e un po' di sottoveste rosa pallido, come ormai tutto quello che è girato attorno ai figli dei fiori (e dei carciofi). Ci sono nuovi fermenti, e forse proprio i blog sono (e sono stati) il medium più idoneo di quello che il buon vecchio Kotler chiama "marketing ad personam", qualcosa che serve a 'uscire dalla massa' (quando e se è necessario). Non come snobismo d'accatto, ma come risultato di un lavoro artigianale, anche nel vino. Un lavoro che può stimolare uno sguardo diverso anche da parte di chi produce centinaia di migliaia di pezzi, e che da queste altre realtà può ricevere a sua volta stimoli e messaggi, ma mai condizionamenti.

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Stefano

circa 7 anni fa - Link

Complimenti!! Stavo confrontando con le mie note (su un numero molto minore di campione, circa 30...ma domenica era il delirio!! In teoria solo per operatori....al pomeriggio era difficile stare in piedi...scrivere quasi impossibile...e non per il vino. ;-) Mi trovo molto in accordo con le tue note tranne per Fuligni (per me insufficiente, debole al naso e poco persistente al gusto) e, nell'altro verso, Scopone, che a me era piaciuto molto... Dopo aver letto altri blog...avevo il dubbio di aver confuso le note... Ottimo lavoro, Grazie!!

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damiano brognara

circa 7 anni fa - Link

oggi al vinytaly ho assaggiato schiena d asino 2006 mastrojanni semplicemente fantastico ancora un po di anni di bottiglia e saremo davanti ad un capolavoro,ogni modo tanti brunelli validissimi meno legni e piu sangiovese ne vero senso della parola.

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