Amarone in anteprima 2006 | Tutti gli assaggi (o quasi)

di Andrea Gori

Anteprima Amarone 2006 si è svolto sabato e domenica presso la sala Margherita dell’Ente Fiera di Verona. Ecco le note di degustazione dei miei assaggi – circa la metà dei vini presenti – tra i quali non figurano mostri sacri quali Quintarelli, Dal Forno, Masi, Allegrini. Devo ammettere che l’occasione è stata utilissima a schiarirmi le idee sulla Valpolicella, una zona (ancora) tutta da scoprire. Dopo le note, non perdetevi i consigli per gli acquisti dell’assessore provinciale alle politiche agricole Luigi Frigotto. Rassegnatevi, sotto i 10 euro Amarone vero non ce n’è

Amarone-tasting1Accordini Stefano – Acinatico: notevole spinta ma poco alcolica, lacca e amarena, piglio deciso, aromi freschi non “sbracati”. Elegante, bocca precisa e tannino levigato con finale leggermente ammandorlato. 87

Albino Armani – Cuslanus: naso tranquillo e complesso, non invadente con note di marasca, liquirizia, prugna e cardamomo. Bocca acida, fresca e molto naturale. Si beve facilmente. 91

Antolini Pierpaolo e Stefano – Moropio: profumi già molto evoluti ma affascinanti. Si sente la china e poi cera, miele di castagno e confettura di prugna. Bocca intensa, con smalto e tannino ben presenti. 86

Tenuta Sant’Antonio – Campo dei Gigli: naso di fragola e lampone, freschissimo e invitante. Leggera speziatura e piccante di pepe rosa. Bocca un pò scontrosa non ancora pronta, però stimola parecchio. 87

Dal Bosco Giulietta – Le Guaite: naso un pò animalesco e di sottobosco che si fa scoprire piano. Si sentono laccatura, smalto e ciliegia matura. La bocca è calda per l’alcol con un tannino di bella fattura. In sicuro divenire. 85

Bolla – Le origini: naso un pò tondo e senza picchi, leggermente muschiato con profumi di rabarbaro, liquirizia e amarena. Bocca fresca, giovane, molto interessante. 86

Cav. G. Bertani – Villa Arvedi: quasi ingiudicabile, deve aprirsi nel bicchiere. Naso comunque fine ed elegante seppur reticente, bocca da aspettare ma tannino niente male. 88

Cesari: immediato e di pronta presa, ruffiano e molto fruttato. Bocca piena ma non esagerata, acidità un pò bassa, tannino buono. 82

Speri – Vigneto Sant’Urbano: naso di china e rabarbaro, spezie dolci, cannella, frutta secca e mallo di noce. bocca asciutta ben definita, tannino lieve, ottima fattura, alcol inavvertibile a tratti. 92

Le Tobele: naso un pò evoluto ma intrigante. Si sente il tabacco e poi liquirizia, marmellata ciliegie. Bocca un pò ispida, non molto sfaccettata. 83

Roccolo Grassi: leggero fumè grafite polvere da sparo, pepe, noce moscata, ciliegia fresca, marmellata mirtillo, bocca piena ma non esagerata, freschissima  e immatura, da aspettare con fiducia. 90

Tommasi Viticoltori: naso opulento, ciliegia in confettura, smalto, alloro, menta, bocca dolce ma non esagerata, piacione senza stuccare, buono ma tra i più dolci, ma sempre molto meno rispetto agli anni scorsi. 87

Musella: fresco e dinamico, erika e sottobosco, ribes, camemoro, cotognata, mostarda di pera, bocca piena e carnosa, leggermente calda, equlibrato abbastanza, tannino quasi fenomenale, bella beva. 89

Trabucchi: naso di ciliegia fresca durone, fragola matura, marmellata di lampone, mallo di noce, bocca molto dolce un pò stancante, acidità solo discreta, ottimo ma non da pasto. 91

Tezza – Brolo delle Giare (campione di botte): ricchissimo naso dalle mille sfaccettature ancora un pò segnato dal legno ma molto promettente, materia in bocca fenomenale, tannino finissimo, grande persistenza. 93

Zenato: naso non pulitissimo, frutta sotto spirito, migliora in bocca, bel finale leggero ma profondo. 83

Aldrighetti Luigi Angelo Nicola (campione di botte) dolce e caramellato, lampone e ribes rosso, fine, bocca appena scorbutica tannino piccante, bel finale, da seguire di sicuro. 89

Guerrieri Rizzardi – Calcarole (campione di botte): naso ricco, bocca profonda in mille rivoli di frutta, spezie, terziario appena presente, finale quasi secco, bello cangiante 90Logo_anteprima_2006

Tinazzi – Cà de Rocchi “la Bastia”: naso reticente e leggero, animalesco, lampone in confettura, nota di lavanda, liquirizia, bocca leggerissima, fine e delicata, notevolissima beva, amarone extralight. 86

Monte dall’Ora: un pò austero e poco accomodante, frutta secca e sotto spirito, cannella e liquirizia, pepe, bocca agile e snella, finale un pò amarognolo. 85

Monte del Fra’ – Tenuta Lena: cuoio e liquirizia in marmellata di lampone, mix buonissimo e fresco, non leggero ma potente, bocca dal piglio non invadente  e finale ammandorlato notevole con ciliegia candita, bello. 88

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

7 Commenti

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

"mostro sacro" Allegrini? Ma dai Gori, vorrai mica metterlo sullo stesso piano di Quintarelli e Dal Forno? Siamo ad anni luce di distanza. A mezza via tra questi due e Allegrini, Masi... Piuttosto vedo che alcuni vini che sono piaciuti a me sono piaciuti anche a te: devo cominciare a preoccuparmi? :)

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

siamo in due a preoccuparci, l'ho notato anch'io.

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Andrea Gori

circa 10 anni fa - Link

tutta colpa del fattore G!

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maraf

circa 10 anni fa - Link

Se non ci fossero Quintarelli e Dal Forno che vendono (vendevano?) il loro Amarone alla cifra alla quale lo vendono (diciamo 200 euri alla bottiglia), tutti gli altri non potrebbero vendere il loro prodotto al prezzo a cui ciascuno di loro lo vende. Sembra uno sciogli lingua …… Voglio dire che nella formazione del prezzo dell’Amarone entra un quid di immaterialità che fa in modo che il prezzo di vendita sia solo parzialmente legato ai costi di produzione. Anzi per la maggior parte dei produttori di fascia medio bassa il peso dei costi di produzione è relativamente meno incidente rispetto ai produttori di fascia alta. Per spiegarmi meglio: un Amarone di fascia media che costa in enoteca 30-40 euro costerebbe meno se non esistessero i produttori top che fanno da traino. Per essere più chiaro se il prezzo fosse solo la somma tra costi totali di produzione e giusto aggio per il produttore il costo dell’Amarone sarebbe nettamente più basso. Quindi quello che dice l’Assessore Frigotto è vero solo in parte e l’esempio della Ferrari è poco calzante: di Ferrari c’è una sola mentre Amarone ce ne sono tanti (troppi?). Qualcuno è una Ferrari qualcuno vorrebbe esserlo. E allora viva Quintarelli, viva Dal Forno

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 10 anni fa - Link

Un po' come se... alcuni Champagnes vengono venduti a 200 Euro, perchè il Clos du Mesnil viene venduto a 1000 Euro, o alcuni Pomerol al prezzo di 200 Euro perchè Petrus viene venduto a 3000 Euro??? Oppure, perchè esistono dei Barolo venduti a 60 perchè Voerzio è a 150 euro o Monfortino a più di 200??? A grandi linee, qui si parla di discorsi profondamente diversi. Quintarelli gode di un suo raggiunto "status symbol", fatto da diversi anni (un po' come la Giacomo Conterno) di assoluta qualità, mentre Dal Forno gode di un successo più recente (un po' come Voerzio), dove i prezzi seguono una loro logica produttiva e dei rischi di non potere uscire tutti gli anni (ad esempio la 2005 e la 2007 non verranno prodotte...). Ma è dato anche da quell'alone elitario, di voler essere incluso tra i migliori produttori del paese e che vendono le loro bottiglie a prezzi elevati. Questo alone, comprende anche il fatto di vedersi escludere da queste "manifestazioni" per loro volontà. Avete mai degustato Romanée Conti in una degustazione di Vosne Romanée, oppure Petrus ad una sessione ufficiale di Pomerol? Il discorso generale dei prezzi, credo che sia maggiormente riconducibile ad una volontà di uscita ad un livello superiore per quanto riguarda quello di altri vini. Prezzi, che devono essere "necessariamente" più alti di quelli normalmente applicati ai Barolo, Barbaresco o Brunello. Questo in seguito ai costi di produzione decisamente più elevati. Detto questo, la Valpolicella non si divide soltanto tra i due vini a 200 e gli altri a 30-40. Ma ci sono anche tanti altri a 50-60-70. La ragione di tale prezzi è data dalla convinzione da parte di questi, di fare degli Amarone migliori e che di conseguenza dovranno essere venduti a dei prezzi superiori a quelli considerati di "massa". Questo fino ad oggi. Ma domani?

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maraf

circa 10 anni fa - Link

Scusi e scusate se mi permetto di insistere. Secondo lei perchè l'Assessore Frigotto censura gli Amarone a 10 €? Per l'effetto uguale ma contrario che quest'ultimi possono indurre sul prezzo medio dell'Amarone di quello indotto dai top-Amarone. E' per questo motivo che i produttori in Valpolicella farebbero Quintarelli santo subito. Un po' meno Dal Forno, ma solo per questioni caratteriali e geografiche.

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Amarone Valpolicella

circa 10 anni fa - Link

Ciao, avete mai provato l'Amarone della Valpolicella DOC 2003 di Poggio Toccalta? Che ne pensate?

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