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Commenti degli utenti

Vinitaly 2010 | Cos'è questo botto?

La cosa che mi dispiace è che ancora non si vogliano comprendere le nuove dinamiche della comunicazione. E penso che questo, da parte di un’entità come Vinitaly sia abbastanza grave: la fiera del vino dovrebbe precedere essa stessa le aziende vinicole nella comprensione dei cambiamenti, fare propri nuovi strumenti di relazione con i clienti, nuove metodologie di vendita, … Altrimenti, io il suo ruolo proprio non lo capisco!

Amazon la smette col vino

La notizia è senz’altro un bel botto in negativo: che un player come Amazon esca dal business della vendita di vino non è positivo. La situazione americana è davvero complessa. Dal 1933 ogni stato ha il potere di regolare il flusso di alcol all’interno dei suoi confini, per cui si sono sviluppate numerose legislazioni nazionali. Tuttavia, il 2009 è stato un anno molto positivo perchè tre stati (Kansas, Tennessee e Maine) hanno aperto le loro frontiere alla vendita di vino diretta da parte delle aziende (prima era proibito). Al momento sono, pertanto, 37 gli stati “offsite” americani, stati che permettono ordini via internet, posta, telefono, fax e wine club. Certo bisognerà vedere come si muoveranno i grandi stati consumatori e non questi piccoli. Ma il futuro non può che essere quello dell’apertura e dell’adozione di vendita diretta che aumenta anno dopo anno. Con o senza Amazon. Secondo me, quindi, il problema non è tanto la logistica, bensì proprio la legislazione differente tra stato e stato che non potrà che livellarsi.

E' qui la fiera

Anche io non credo che i buyer siano dietro un monitor alla scoperta di vini/bottiglie, … Le aziende vinicole italiane, nella maggioranza dei casi, hanno una presenza online davvero orrenda (nessuna informazione, assenza di foto e video, …), tale per cui un buyer non potrebbe mai farsi un’idea della produzione. Risultato: internet non sta sostituendo la fiera.